“Stiamo sborsando un sacco di quattrini inutilmente mentre continuano ad arrivare in Sardegna persone potenzialmente positive. Si tratta dell’ultimo atto di propaganda politica messo in scena dalla Giunta Solinas”. Durissimo il commento di Valter Piscedda, consigliere regionale Pd contro la politica dei controlli dell’ esecutivo regionale.

“L’obbligo di tampone introdotto alcune settimane fa con l’obiettivo dichiarato di «difendere la zona bianca nell’Isola» ha infatti dimostrato tutte le sue falle.

Questa volta l’errore non è stato nel merito – tutti siamo d’accordo nell’introduzione di controlli ai passeggeri in arrivo – ma nel metodo. Già, perché i tamponi antigenici utilizzati a spese dei contribuenti sardi nei porti e aeroporti della Sardegna, i cosiddetti “tamponi rapidi”, hanno un margine di errore enorme: 4 volte su 10 sbagliano, secondo diversi studi.

Era evidente fin da subito che un sistema di questo genere non potesse garantire un freno adeguato ai contagi in arrivo dal Continente. I dati degli ultimi giorni – in deciso peggioramento – ne sono la triste dimostrazione. Non sono pochi infatti i casi di persone risultate positive al virus dopo lo sbarco e che nel frattempo hanno circolato liberamente sul territorio regionale.

La soluzione è e può essere soltanto una: in Sardegna entra o chi è già vaccinato o chi è in possesso del risultato negativo di un tampone molecolare rilasciato non prima di 48 ore dallo sbarco. I soldi spesi per i test antigenici possono essere riconvertiti in rimborsi per i tamponi molecolari eseguiti dai passeggeri prima dell’arrivo. Solo in questo modo possiamo essere sicuri che il virus non arrivi da fuori”.

L'articolo “I test rapidi? Soldi buttati. Boom di contagi a causa degli arrivi in Sardegna” proviene da Casteddu On line.

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