Draghi vuole liberalizzare le licenze dei taxi, per creare una nuova concorrenza anche tra chi deve scarrozzare, da un punto all’altro della città, ogni giorno, tanti passeggeri. “È per stimolare standard qualitativi più elevati”, giurano dal Governo. Quindi, dietro l’angolo c’è un’invasione di auto con tassametro, con una conseguente caccia alla tariffa migliore (anche se i costi sono decisi dai singoli Comuni, e a Cagliari c’è già l’accordo tra l’amministrazione comunale e la cooperativa “4 Mori”). L’idea di doversi spartire i clienti con tassisti improvvisati o che sono riusciti a ottenere la licenza con un pugno di euro, ovviamente, non piace per niente agli storici guidatori cagliaritani. Che si dicono pronti alla guerra. Mario Congera fa il tassista da 19 anni ed è il presidente della cooperativa: “Non ha senso questa liberalizzazione, il nostro è un settore molto delicato. Sarà una bolgia, una giungla. Stiamo collaborando col Comune di Cagliari anche per quanto riguarda le turnazioni, in certi momenti sembra che tutti i clienti chiamino alla stessa ora”. Certo, le lamentele per i taxi introvabili, in alcune ore, ci sono, e sono tante: “È come andare all’ufficio postale e avere davanti una fila di venti persone, mica si fanno altri sportelli. In città siamo 105, le difficoltà ci sono in estate, ma riusciamo benissimo a fare il servizio in città. Con la concorrenza prevista ci troveremo persone che non sono nemmeno abilitate al servizio e useranno auto molto vecchie e non sicure. Le nostre sono nuove e sanificate, i nuovi non pagheranno nemmeno le tasse perchè è impossibile pagarle. Incassiamo in media cento euro al giorno, 150 in estate, come si può vivere? Un chilometro costa 1,10 euro, la tariffa minima dall’aeroporto è di 17 euro, non aumentiamo i prezzi da cinque anni. Guadagno 1300 euro al mese, sempre se non ho guasti all’auto, puliti. Come me i miei colleghi. Considerano lo stipendio attuale non è troppo o poco, riesco a mantenere la mia famiglia. Con le liberalizzazioni invece no, siamo pronti a scioperare e manifestare anche a Cagliari”.Gli fa eco un altro tassista, Roberto Ghiani, 55 anni, al volante dal 1989: “Liberalizzare sarebbe un danno per tutti, la mia licenza l’ho pagata, nel 1994, cinquanta milioni di lire, all’epoca era tanto. Ne andrà del servizio”, dice, “non si potranno più coprire i costi dell’auto e sarà tutto più complicato, scenderà la qualità. L’anno scorso ho incassato in media 30 euro al giorno, durante la pandemia. Ora la situazione è un po’ migliorata, ma non siamo ricchi, sto lavoricchiando. Non vogliamo spartire la fetta di clienti con altri, perchè con tante auto in attività non riusciremmo a portare a casa lo stipendio. Ho moglie e due figli, lavoro solo io: sarà una guerra tra poveri”. E, a proposito di crisi, Ghiani conferma che in tanti chiedono sconti: “E noi li facciamo, spesso. Per esempio, se il tassametro segna 8 euro e trenta centesimi ne faccio pagare solo otto, non sto certo a guardare il centesimo”.

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