“Quarantamila euro trovati in casa della fidanzata di Danilo Spiga (30 anni), la 27enne Erika Valentini, a Sinnai, nascosti in un armadio. Tra i 25mila e i trentamila scovati, invece, in un cassettone nella casa del padre dei due fratelli (in manette è finito anche Simone, 23 anni) a Elmas. Più, almeno, 250 grammi di cocaina”. Ma la polvere bianca spacciata per tanto tempo ai liberi professionisti della “Cagliari bene” è molta di più. I carabinieri hanno stroncato un grosso giro illegale d’affari. Gli spacciatori si spostavano con auto “normali”, per non dare nell’occhio: “Fiat 500 o Smart, spacciavano anche nella zona del tribunale e vicino al liceo Dettori”, spiega il comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Cagliari, Michele Lastella. “Abbiamo analizzato decine di conti correnti, notando sproporzioni enormi, anche di 400mila euro. Continue uscite e investimenti, come per l’autolavaggio Sds di Elmas, ma anche in una società di noleggio di automobili e per acquistare macchinari, poi da rivendere, per le palestre”. E, in particolar modo, i tre spacciatori finiti in manette avevano creato un’associazione sportiva dilettantistica, affittando dei locali a Cagliari, in via Machiavelli. L’intento era quello di aprire una palestra, ma il progetto è sempre rimasto sulla carta. E i tre facevano la bella vita: Rolex, vestiti e accessori di alta moda e di prestigiose griffe, oltre a vacanze di lusso e cene in esclusivi ristoranti. “La loro attività di spaccio è stata rallentata dal Covid, ma hanno comunque continuato con i loro giri”. Si parla, stando alle indagini svolte, di almeno “312 clienti e un giro d’affari, stroncato, di circa 500mila euro”, così durante la conferenza stampa nella caserma cagliaritana di via Nuoro. “Abbiamo sequestrato dieci conti, cinque carte di credito, quattro auto e due moto”, prosegue Lastella. E, per vendere la coca, i due fratelli e la ragazza utilizzavano frasi in codice: “Mezzo significava 0,5 grammi, per esempio. Avevano tutta una serie di termini”. Nei guai anche il padre di Simone e Danilo Spiga, Luciano, lavoratore al mercato di Elmas: per lui l’accusa è di favoreggiamento. 

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