I comuni sardi chiedono un’interpretazione o una revisione della nuova ordinanza regionale sulla Fase 2 dell’emergenza coronavirus per consentire di poter fare la spesa anche fuori dal proprio comune di residenza. Un’istanza in questo senso è stata avanzata da Anci sardegna al presidente della giunta regionale Christian Solinas, secondo quanto ha reso noto il sindaco di Solarussa Mario Tendas.

“A mio avviso anche cercare di risparmiare è una necessità per tante famiglie, specie di questi tempi”, sostiene il sindaco di Solarussa. “Credo che oltre alle seconde case, alle imbarcazioni, alla pesca sia doveroso pensare anche a chi è in evidente ed oggettiva difficoltà ed ha necessità di economizzare e risparmiare le scarse risorse disponibili. Come Anci Sardegna stiamo chiedendo una interpretazione autentica e/o una revisione dell’ordinanza perché, adottando le dovute e necessarie precauzioni, dovremo consentire a chi ha necessità di poter risparmiare le già scarse risorse finanziarie. Il tutto – ci tengo a ribadirlo – non per spirito polemico ma con l’obiettivo di adottare soluzioni invocate in ogni dove, specie dalle persone più bisognose”.

Nelle ultime ore tantissimi hanno cercato di capire se tra le nuove norme regionali e nazionali della Fase 2, talvolta poco chiare, se non contraddittorie, ci si potesse recare per effettuare la spesa fuori dal proprio comune. Ieri sera il presidente della giunta regionale Christian Solinas ha affermato che vige il divieto e che si va in deroga solo per casi di necessità, quali l’assenza di un esercizio commerciale che nel comune possa vendere il bene di cui si ha bisogno. Ma sono in tanti a contestare questo orientamento restrittivo.

“Una diretta su Facebook non fa giurisprudenza”, scrive il sindaco di Bauladu Davide Corriga Sanna. “Sia il DPCM del 26 aprile che l’ordinanza del Presidente della Regione Sardegna del 2 maggio consentono lo spostamento per situazioni di necessità fuori dal territorio comunale.

“Pertanto, pur sempre per ragioni di necessità, e cioè per recarsi presso un esercizio che offre prodotti e servizi che non si trovano nel comune di residenza oppure al fine di acquistare a condizioni più favorevoli, è ammesso lo spostamento fuori dall’ambito comunale.

“Chi afferma il contrario”, conclude il sindaco di Bauladu, “dovrebbe indicare sulla base di quale provvedimento si fonda l’ipotetico divieto”.

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Fonte: Link Oristano

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