Cagliari

Migliaia alla manifestazione per chiedere l’intevento di Governo e Regione

Il costo per produrre un chilo di grano supera i 40 centesimi e il guadagno supera a fatica i 30 centesimi. Per ogni litro di latte prodotto si perdono 8 centesimi. Sono solo un esempio delle cifre con le quali devono fare i conti oggi agricoltori e allevatori in Sardegna, a causa del rincaro della bollette energetica e dell’aumento dei costi delle materie prime.

Oggi a Cagliari – per denunciare questa situazione insostenibile – sono arrivati oltre 1.500 agricoltori, chiamati a raccolta da Coldiretti. Insieme a loro anche decine di sindaci da tutta l’Isola, per la manifestazione che la Federazione agricola ha organizzato in trenta città d’Italia.

Il corteo si è snodato lungo viale Trieste e via Roma – passando davanti ai palazzi della Regione – per arrivare sino a piazza del Carmine, alla sede della Rappresentanza del Governo, dove si è svolta la manifestazione di protesta.

“Chiediamo maggiore attenzione dallo Stato e dalla Regione”, ha detto il direttore della Coldiretti di Oristano, Emanuele Spanò. “Migliaia di aziende sono in gravi difficoltà con problemi legati alla crisi causata dalla pandemia e dai cambiamenti climatici. Problemi ai quali oggi si aggiunge l’aumento incontrollato dei prezzi delle materie prime e dell’energia. I costi di produzione non sono stati accompagnati da un aggiornamento dei guadagni”.

Sul banco di imputati sono finiti il Governo e la Regione. Il presidente della Giunta regionale, Christian Solinas, ha raggiunto i manifestanti assieme all’assessore regionale dell’Agricoltura, Gabriella Murgia, con un messaggio di solidarietà.

Gabriella Murgia, Battista Cualbu e Christian Solinas - Foto Giancarlo Capraro, Coldiretti Arborea
L'intervento del presidente della Regione, Christian Solinas

“La Regione e tutti i sardi sono vicini agli allevatori e agli agricoltori che oggi a Cagliari come in tutta Italia chiedono, civilmente e pacificamente, che lo Stato ascolti il loro appello”, ha detto Solinas. “L’aumento delle materie prime e dell’energia ha fatto lievitare i costi di produzione delle aziende colpendo soprattutto alcuni settori, dal lattiero-caseario al suinicolo, che oggi sono allo stremo. Il nostro sistema agropastorale è una ricchezza produttiva e identitaria, un patrimonio di tutta l’Isola e va tutelato a ogni costo”.

“In questi ultimi anni la Regione non si è mai tirata indietro, sostenendo senza soluzione di continuità tutto il comparto”, ha aggiunto il presidente Solinas. “Stiamo portando avanti quel processo di modernizzazione e di semplificazione che abbiamo avviato all’inizio della legislatura. Il passaggio di Argea al ruolo di organismo pagatore regionale ci ha consentito di recuperare terreno sul fronte dello smaltimento delle pratiche e dei pagamenti e ora serve un ulteriore sforzo per eliminare tutte le inutili lungaggini burocratiche, garantire liquidità alle aziende e accorciare i tempi dell’erogazione dei pagamenti a tutto vantaggio degli agricoltori sardi che in questi ultimi anni hanno dovuto difendersi dagli effetti devastanti della pandemia”.

Secondo il presidente della Regione, “l’aumento esponenziale dei prezzi delle materie prime e dell’energia che tutti stiamo subendo in questo periodo è un tema sul quale solo lo Stato e soprattutto l’Europa possono dare risposte concrete ed efficaci in tempi rapidi. Una delle ragioni fondamentali della costruzione europea risiede proprio nell’esigenza di difendersi meglio dalla turbolenza dei mercati, attutendone le conseguenze sui prezzi per cittadini e imprese”.

Giovedì, 17 febbraio 2022

Fonte: Link Oristano

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