Si sono dati appuntamento per sabato otto gennaio, alle 11, in piazza Matteotti, i vari gruppi che, da mesi, protestano contro il vaccino Covid. Dopo la novità del Governo, con l’obbligo vaccinale per gli over 50, la rabbia è aumentata. E, mentre il movimento del senatore Gianluigi Paragone ItalExit ha dato appuntamento sotto il Consiglio regionale di via Roma, per denunciare “l’isolamento dei sardi”, nella piazza davanti al Comune sono pronti a radunarsi Sa Defenza e Is Pipius No Si Tocant. I volantini che stanno girando nelle chat Telegram sono sin troppo chiari: “Fratelli, ci stanno toglieno tuitto, ci stanno minacciando e ricattando. se non ci iniettano il veleno non possiamo più vivere…basta! Sì alla disobbedienza civile, iniziamo a ribellarci veramente a questa dittatura totalitaria che avanza”, così si legge nel comunicato, con tanto di foto del Comune di Cagliari.Il movimento di Gianluigi Paragone, invece, concentra la protesta toccando altri temi, pur sempre simili: “Diciamo no al “confinamento” imposto dal Governo Draghi ai danni dei sardi che per libera scelta hanno deciso di non sottoporsi alla vaccinazione, peraltro non obbligatoria, i quali dal 10 gennaio non avranno più la possibilità di recarsi liberamente nella Penisola. Tali persone non potranno più salire su un aereo o su una nave, di fatto private della libertà di circolazione nel territorio nazionale, del diritto alla salute, al lavoro e allo studio garantiti dalla Costituzione. Nella prospettiva di una patente sperequazione ai danni dei sardi e di coloro che vivono nelle isole minori, i referenti Marcello Argiolas e Agostino Marcias di Italexit Per L’Italia – Sardegna; Pino Cabras di Alternativa; Valeria Soru di Riconquistare L’Italia – Sardegna; Maria Paola Demuru di Federazione Terza Repubblica; Alberto Cabiddu di CLEMM Sardegna; Siro Passino di Ancora Italia”. Tutti “richiedono un incontro urgente con i rappresentanti delle istituzioni della Regione Autonoma della Sardegna, il presidente Christian Solinas e il presidente del Consiglio regionale Michele Pais, in merito ai profili di dubbia costituzionalità del provvedimento assunto dal Governo nazionale circa la necessità del cosiddetto “super green pass” per l’uso di navi ed aerei, unici collegamenti con la Penisola. Un chiarimento che si impone anche alla luce dei principi autonomistici enunciati dello Statuto Sardo e di quanto previsto dalla stessa normativa comunitaria”.

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