I medici di Cagliari non vogliono venire al Pronto soccorso di Oristano
Nuovamente a rischio il servizio del San Martino, con un organico ormai ridotto all’osso

Quasi sicuramente lunedì prossimo non arriveranno a Oristano  i due medici dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari incaricati di affiancare i loro colleghi del Pronto Soccorso di Oristano. Uno di loro ha chiesto un periodo di congedo previsto per legge e l’altro ha contestato il provvedimento adottato della direzione dell’Ats, attraverso una diffida inviata agli uffici dell’Ats dal suo legale di fiducia, sembra lamentando violazioni contrattuali.

Inoltre, contrariamente a quanto previsto dalla direzione ospedaliera, non sono stati individuati nell’ambito degli altri reparti del San Martino gli ulteriori  due medici da destinare al servizio di emergenza urgenza.

Si aggrava così la già difficile situazione dell’organico del Pronto Soccorso di Oristano, che da oggi perde i due medici arrivati in prestito dal reparto medicina, ritornati dopo un mese al loro posto.

E mentre i turni notturni nel presidio del San Martino continuano  ad essere affidati a un solo medico, con le responsabilità e il rischio clinico che questa situazione comporta, si fa sempre più concreta l’ipotesi della chiusura del servizio, dove alla carenza di personale si aggiungeranno presto le assenze per la fruizione obbligatoria delle ferie estive.

Il provvedimento adottato nei confronti dei due medici del Santissima Trinità al San Martino, confermato nei giorni scorsi dai rispettivi dirigenti ospedalieri Sergio Marracini e Sergio Pili, e adottato dal direttore sanitario dell’ATS, Giorgio Carboni, prevedeva la loro assegnazione a Oristano fino al 31 dicembre prossimo, nell’attesa del reperimento  del personale da destinare permanentemente al Pronto Soccorso.

Considerati in esubero dopo il ridimensionamento del servizio di loro appartenenza, i due dottori erano temporaneamente impegnati nell’attività di vaccinazione presso l’hub della Fiera di Cagliari. Una destinazione ora non più necessaria, dopo il reclutamento di un sufficiente numero di medici volontari.

Da qui la disposizione della direzione dell’ATS, adottata ai sensi del regolamento organico del personale, finalizzata a “garantire i livelli essenziali di assistenza  e fronteggiare le gravissime carenze di personale medico del Pronto Soccorso del San Martino” e resa necessaria dopo che “le procedure di selezione nonché le manifestazioni di interesse per conferimento di incarichi professionali sono risultate infruttuose o comunque non permettono di sopperire in tempi brevi alla carenza”.

Nel Pronto Soccorso del San Martino, operano al momento appena 7 medici, dei quali 3 esentati dalle turnazioni, a fronte degli almeno 18 necessari a far fronte ai circa 28000 accessi annui, cioè poco meno di 80 pazienti al giorno. A loro vanno aggiunti i pazienti Covid, trattenuti quotidianamente in attesa di una adeguata sistemazione, che comportano una gestione di particolare complessità.

Tre settimane fa il Commissario Straordinario dell’Ats Massimo Temussi, proprio a Oristano aveva annunciato la soluzione dei problemi del Pronto Soccorso del San Martino attraverso l’adozione imminente di un provvedimento d’emergenza. Una decisione sollecitata anche dal sindaco di Oristano, Andrea Lutzu, e dai sindaci dei comuni del distretto sanitario di Oristano.

Sabato, 1° maggio 2021

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Fonte: Link Oristano

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