I medici accusano: “L’assessore ignora i problemi della sanità oristanese”
Dura presa di posizione contro l’esponente del governo regionale che aveva escluso difficoltà nei presidi di Oristano

L’assessore regionale alla sanità Mario Nieddu non è a conoscenza del grave stato di difficoltà in cui si trova attualmente  il comparto sanitario oristanese. La grave accusa viene dall’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Oristano e segue alcune dichiarazioni rilasciate dall’assessore al quotidiano La Nuova Sardegna. Una in particolare, riferita proprio al comparto oristanese: “Ad essere in difficoltà è il P.O. di Bosa, mentre a Oristano non ci sono problemi”. L’Ordine manifesta “forte disappunto” per queste parole.

“Da tale affermazione”, si legge in una nota dell’Ordine dei medici di Oristano, “risulta chiaramente che, volutamente o per non conoscenza “incolpevole”, non è a conoscenza della situazione della nostra provincia che, già in affanno, risulta ulteriormente aggravata dopo il periodo Covid19, che ancora comunque è da tenere in considerazione come potenziale pericolo ed accentua le carenze e le difficoltà operative in cui si dibatte il presidio ospedaliero San Martino: pochi professionisti e pochi mezzi ed ausili di varia utilità, per far fronte a una riorganizzazione efficace dell’operatività di tutto il comparto sanitario”.

“Sono anni che si evidenziano le inefficienze e le gravi lacune gestionali che hanno portato alla crisi, resa più grave e acuta con l’arrivo della pandemia, e tutte le correlate difficoltà per arginarla”, si legge ancora nel documento dell’Ordine dei medici di Oristano. “Abbiamo più volte, negli ultimi mesi, denunciato carenze e inadeguatezze che penalizzano fortemente Oristano e il suo territorio, compresi i P.O. di Bosa e di Ghilarza, in quanto il sistema è allo stremo e diventa un’impresa quasi impossibile tutelare e curare la comunità degli utenti. Per poter avere cura adeguatamente del bacino d’utenza della provincia in termini di buona sanità è necessario adeguare sia l’organico che i mezzi strumentali necessari”.

Antonio Sulis, presidente dell’Ordine dei medici di Oristano

“Abbiamo segnalato come il tentativo di ripresa di una normale attività”, prosegue la nota dell’Ordine dei medici, “si è presentata in tutta la sua drammatica criticità, tanto da portare le Associazioni e varie tipologie di malati a minacciare ricorsi alla Procura della Repubblica per tutelare il proprio diritto alla salute”.

“Più volte la miopia dei nostri amministratori pubblici non ha consentito interventi decisivi e urgenti e improrogabili per non arrivare a un punto di non ritorno con chiusura di servizi e conseguente sospensione di cure”.

“L’ assessore e la politica tutta”, conclude la nota dell’Ordine dei medici, “dovrebbero rivolgere maggiore attenzione alle richieste urgenti che sono state avanzate e dimostrare conoscenza delle segnalazioni che evidenziano le impellenti necessità, finora disattese o eluse, perché Oristano e il suo territorio abbiano il ripristino di un sistema sanitario dignitoso, in grado di tutelare, con sicurezza di professionalità e di mezzi, la salute della propria collettività”.

Sabato, 1° agosto 2020

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Fonte: Link Oristano

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