C’è anche l’Angac (associazione nazionale gestori autonomi carburanti), realtà nata un anno fa, in piazzale Trento a Cagliari. I loro associati, “solo in Sardegna siamo cinquecento”, protestano principalmente per i pagamenti effettuati dalle compagnie petrolifere: “Prendiamo due centesimi lordi a litro, i nostri diritti sono calpestati e siamo ridotti a schiavi delle compagnie. In un’ora, in media, guadagniamo due euro, siamo trattati peggio di chi lavora nei campi, ma noi siamo contrattualizzati”, afferma Adele Cireddu, rappresentante dell’associazione e alla guida di una stazione di rifornimento in Sardegna: “Vogliamo che siano rinegoziate le trattative e ritornare ad almeno cinque centesimi al litro, questo è quanto avevamo prima dei tagli”.

I manifestanti raccontando anche “di aver scritto una lettera di lamentele a Conte, lo scorso quindici aprile abbiamo inviato una email Pec, ma non c’è stata ancora data risposta. Alcuni parlamentari sardi, come l’onorevole Deidda, si sono interessati alla nostra vicenda in parlamento, ma non hanno avuto nessuna risposta. Se il premier non ci risponderà siamo pronti a chiudere tutti gli impianti ad oltranza”.

L'articolo I benzinai sardi: “Pagati due centesimi a litro e ridotti a schiavi, Conte intervieni” proviene da Casteddu On line.

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