Guardia di finanza, scoperta evasione fiscale nel Cagliaritano per quasi 3.900.000 euro.

Continua l’azione della Guardia di Finanza a contrasto dell’evasione fiscale, con lo specifico intento di individuare, in questo particolare periodo storico caratterizzato da un’emergenza sanitaria che sta riverberando i suoi effetti negativi tanto in ambito sanitario quanto sul tessuto economico della società, le fattispecie illecite più gravi e pericolose che minano seriamente l’integrità e l’equilibrio dei mercati e del sistema tributario.

L’opera delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Cagliari è quindi indirizzata a scoprire ed anemizzare le più importanti forme di evasione fiscale, un fenomeno che produce effetti negativi per l’economia e danneggia le risorse economiche dello Stato.

Un ruolo, quello dei Finanzieri, che, in questo specifico momento, si pone maggiormente al fianco dei cittadini, nell’intento di contribuire attivamente alla ripresa del Paese attraverso l’individuazione delle risorse sottratte indebitamente al Fisco, aggravando ulteriormente il carico fiscale per i cittadini onesti.

In quest’ottica, nelle ultime settimane, i Finanzieri in servizio presso i diversi Reparti dislocati nell’intera provincia, hanno concluso svariati interventi sul territorio (Cagliari, Monserrato, Quartu S. Elena, Sanluri, Iglesias, Sarroch) nei confronti di numerose realtà commerciali, operanti in diversi campi: dall’edilizia alla meccanica, dal commercio al dettaglio all’ambito sanitario, dall’ortofrutta all’abbigliamento.

Gli stessi hanno condotto alla constatazione di oltre 3.891.000 euro di ricavi non dichiarati al Fisco, oltre che all’emersione di 7 evasori totali: questi, per diverse annualità, non hanno presentato al Fisco le dovute dichiarazioni dei redditi, anomalia resa ancora più particolare dal fatto che gli stessi risultavano pienamente attivi nel proprio campo professionale di competenza con la realizzazione di specifici volumi di affari ed il sostenimento di costi di esercizio

I soggetti verificati, frutto di una selezione conseguente a una indicizzazione secondo precisi canoni di pericolosità fiscale, sono stati scelti ad esito del collaudato sistema di incrocio delle risultanze della quotidiana attività di controllo del territorio con i dati e le informazioni agli atti dei Reparti e le evidenze emerse dalle interrogazioni alle banche dati in uso al Corpo. Un’attività meticolosa ed articolata, con la finalità di intercettare le forme di evasione fiscale più pericolose e maggiormente lesive degli interessi collettivi, intercettate e quantificate anche grazie a particolari strumenti operativi, tra i quali lo spesometro – un applicativo all’interno del quale confluiscono le fatture emesse dai vari operatori economici nei confronti dei rispettivi clienti – e le indagini finanziarie.

In un paio di occasioni le ispezioni hanno inoltre avuto qualche profilo di connessione con l’estero: infatti, in una circostanza le Fiamme Gialle hanno individuato la mancata indicazione, nell’apposito quadro RW della dichiarazione dei redditi, di investimenti finanziari in Svizzera; in un altro, invece, l’omessa dichiarazione di importanti operazioni commerciali poste in essere con la sede principale della società – la cd. casa madre – avente sede in altro Pese dell’Unione Europea.

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