Definisce la sua situazione “paradossale”, Mauro Carusi, sessantanovenne di Quartu Sant’Elena, doppia dose di vaccino fatta e in attesa, quasi spasmodica, della terza. Il “booster” per lui, però, arriverà in ritardo di due mesi rispetto alla fine della protezione del vaccino contro il Covid, lasciandolo scoperto anche del green pass per otto settimane. Il motivo? “La scadenza della mia seconda dose è il 25 gennaio. Tre giorni fa ho prenotato la terza dose attraverso il sito ufficiale. Il primo giorno utile, sia all’hub vaccinale di Quartu sia all’ospedale Marino, è il 22 marzo prossimo”. Possibilità di accorciare i tempi? “Impossibile, ho chiamato il call center e non c’è nessuno spazio”. E lui, ex informatore medico scientifico che rientra in una fascia d’età a rischio, visto che è un over sessantacinque, si ritrova doppiamente beffato: “Non avrò più il green pass, sarà impossibile salire su un pullman o, anche, mangiare una semplice pizza all’aria aperta”, osserva Carusi.“Mi chiedo il perchè di tutta questa pressione, anche mediatica, per anticipare le terze dosi. Che senso ha, se poi chi si vuole vaccinare non può farlo restando nei tempi? Intanto, negli hub i quarantenni e i cinquantenni continuano a vaccinarsi regolarmente. Ats, dove sei? C’è qualcuno, ai vertici della sanità regionale, che sa che ci sono ultra sessantacinquenni che rischiano di restare senza la protezione del vaccino nel pieno dell’ondata Omicron?”.

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