Cagliari

Il consigliere regionale di FI chiede l’intervento del presidente Solinas e degli assessori Nieddu e Biancareddu

La carenza di medici di base nel Terralbese e in particolare a Uras preoccupa anche il consigliere regionale di maggioranza Emanuele Cera. Per questa ragione l’esponente del gruppo consiliare Forza Italia Sardegna ha indirizzato una nota al presidente della Regione Christian Solinas e agli assessori della Sanità e della Pubblica istruzione, Mario Nieddu e Andrea Biancareddu, chiedendo loro di interessarsi dell’emergenza e di portare sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni la problematica dell’accesso a numero chiuso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia.

Nella nota, Cera segnala situazioni critiche a Cabras, Ula Tirso e Busachi, ma sono sotto osservazione anche Terralba, Arborea, Marrubiu e San Nicolò d’Arcidano, considerando che a breve diversi medici che prestano servizio nel Terralbese andranno in pensione.

“Ancora più grave risulta attualmente la situazione di Uras”, denuncia il consigliere regionale, “dove mancano sia il servizio di medicina generale ma anche la guardia medica, e la comunità locale giustamente manifesta il grosso disagio e una forte rabbia, soprattutto in un momento in cui, oltre alle ordinarie patologie, la situazione è aggravata dalle forti limitazioni dovute all’emergenza sanitaria”.

“Occorre trovare immediatamente una soluzione per scongiurare che il livello di tensione possa salire ulteriormente”, prosegue la nota firmata da Cera, “considerata la ventilata ipotesi di bloccare la Statale 131 per protesta a causa di queste problematiche”.

Una soluzione tampone a cui fa riferimento il consigliere regionale può essere quella di coinvolgere i medici di base che lavorano nei paesi limitrofi, chiedendo loro “un adeguato e valido supporto alla comunità di Uras per superare questo momento di estrema difficoltà”.

Questa opzione e quella di coinvolgere le guardie mediche, al fine di garantire almeno la prescrizione delle ricette per i residenti a Uras sprovvisti di medico, devono però essere – a detta di Cera – soluzioni esclusivamente a carattere temporaneo. Il consigliere regionale ritiene inoltre inadeguato “dover richiamare in servizio i medici in pensione” e invoca interventi strutturali e duraturi, “considerato che il problema della mancata pubblicazione dei bandi ereditata dal passato, ha comportato il recupero dei pesanti ritardi sulla pubblicazione delle graduatorie dei medici”, camici bianchi a cui non erano state assegnate le sedi carenti dal 2014 al 2017.

“Il recupero di tale ritardo e la pubblicazione dei nuovi bandi per l’assegnazione delle sedi vacanti dal 2018 al 2020 hanno attenuato leggermente il problema”, si legge ancora nella nota diffusa da Cera, “ma il ritardo accumulato comporta continuamente enormi disagi per le famiglie. Occorre completare le assegnazioni definitive delle graduatorie 2019 e 2020, oltre che procedere immediatamente con il bando 2021”.

Tra le criticità segnalate dal consigliere regionale di maggioranza c’è anche quella dell’accesso a numero chiuso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia. A detta di Cera, il numero chiuso “sta comportando grossi problemi nel ricambio generazionale”.

Inoltre, tanti giovani sardi sono quindi costretti a emigrare all’estero per studiare Medicina. Il numero chiuso costringe “i più motivati ad andare all’estero, come ad esempio in Spagna o in Bulgaria, prendere la laurea fuori dall’Italia e poi rientrare qui per esercitare la professione”.

“Abbiamo una situazione dettata dalla carenza di medici”, aggiunge Cera, “carenza che qualcuno intende risolvere addirittura importando medici dell’estero, cosa che tra l’altro in parte sta già accadendo. È una soluzione inaccettabile”.

Quindi la richiesta al presidente della Regione Christian Solinas di portare sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni la problematica del numero chiuso per l’accesso a Medicina. Cera invita il governatore sardo a “sollevare la problematica della grave carenza dei medici di base e l’esigenza di ampliare l’attuale limite nell’accesso all’università di Medicina o addirittura avviare un percorso legislativo finalizzato a eliminare il numero chiuso e consentire la conclusione del percorso universitario solamente ai meritevoli, a garanzia della qualità del percorso di studi nell’accesso alla professione medica”.

Martedì, 1° febbraio 2022

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Fonte: Link Oristano

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