La neo centenaria spera di festeggiare al ristorante il suo prossimo compleanno

NURRI. Giovanna Puddu ha raggiunto oggi 19 dicembre l’invidiabile traguardo del secolo di vita. Come regalo avrebbe voluto che i presidenti Mattarella e Draghi, dei quali ha una grandissima stima, le avessero aumentato la pensione .”Tutte le cose sono rincarate, afferma. A stento riesco ad arrivare a fine mese. Non voglio pesare sui miei figli che devono pensare alle loro famiglie”. La neo centenaria, ultimogenita dei sei figli messi al mondo da Antonietta Picciau, casalinga, e Luigi, proprietario terriero ed allevatore, è nata a Nurri il 19 dicembre 1921, di lunedi.

”Avevo appena 8 mesi – racconta - quando nell’agosto del 1922, morì mio padre. Sono cresciuta senza avere l’affetto paterno. La sua figura mi è mancata anche se mia madre ha fatto tutto il possibile per evitare che mi pesasse. Ho frequentato con profitto le cinque classi della scuola elementare. Mamma mi ha impedito di frequentare la sesta perché sarei dovuta andare a Isili e di proseguire, pertanto, gli studi come avrei desiderato. Per sette anni dal 1939 al 1946 ho lavorato come collaboratrice nell’esattoria di Nurri grazie alla raccomandazione di mio cugino Emanuele Troisi che era il collettore. Curavo la contabilità, consegnavo le bollette e riscuotevo le rate. Ho smesso quando mi sono fidanzata con Luigi Piras maresciallo capo della guardia di finanza che è diventato mio marito. Ci siamo sposati a Nurri l’11 maggio 1950 nella chiesa parrocchiale di san Michele Arcangelo. Il matrimonio è stato celebrato da monsignor Serafino Cossu”.

Dopo il matrimonio Giovanna Puddu si è trasferita a vivere a Civitavecchia, dove il marito prestava servizio, e dove nel 1951 ha messo al mondo le figlie gemelle Anna Maria e Maria Paola che oggi hanno 70 anni. ”Nel 1952, in seguito al trasferimento di mio marito, siamo andati a vivere a Cagliari dove sono nati Emilio (1953) e Giovanni (1959)”. Alla neo centenaria, quando parla dei suoi figli, dei quali è molto orgogliosa, le si illuminano gli occhi. Tzia Giovanna dotata di buona memoria e del tutto autosufficiente vive a Cagliari in via dei Fenicotteri con la badante Ludmilla di nazionalità Ucraina con la quale va molto d’accordo.

Cosa bisogna fare per arrivare a cent’anni?. “Nessun segreto. Ho sempre mangiato con moderazione cibi genuini e rigorosamente biologici. Ho sempre bandito caffe, vino e dolci”. Tra i primi ad esternarle gli auguri oltre ai figli, ai generi, alle nuore e ai quattro adorati nipoti Marco, Elena, Chiara e Luigi, il presidente del consiglio comunale di Cagliari Edoardo Tocco e il sindaco di Nurri Antonello Atzeni.” Per festeggiare il compleanno sarei voluta andare in ristorante con i miei figli e i parenti più stretti. Sono stata costretta a rinunciare a causa del covid. Mi ripropongo di farlo il prossimo anno per il centunesimo”.

Fonte: La Nuova Sardegna

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