Gabriele Pettinau, 20 anni di Cagliari, giovane assistente di volo cagliaritano è di base a Vienna dagli inizi di marzo di quest’anno, nella capitale austriaca vive con la sua ragazza e questa mattina ha potuto constatare un risveglio surreale a seguito del grave attentato terroristico che ha colpito la città ieri notte. “Mi aspettavo di trovare una città vuota perché già dalla mezzanotte di oggi scatta il lockdown, infatti tutti gli spostamenti sono interdetti (se non per estrema urgenza) visto lo stato di emergenza dichiarato. In aeroporto ho trovato la polizia in assetto anti terrorismo, con giubbotti anti proiettile, ben armati e attenti ad osservare tutto e tutti, dalla stazione ferroviaria dell’aeroporto, presidiata dai poliziotti, ho raggiunto la fermata nei pressi dei luoghi dove sono avvenuti i fatti tragici di ieri notte, pochissima gente in giro, solo ambulanze e mezzi della polizia, ho riscontrato una forte tensione in generale”. Gabriele è rientrato a Vienna stamattina presto e la fidanzata, con cui condivide un appartamento non molto distante dal luogo dell’attentato, ha raccontato: “All’improvviso si sono sentite numerose sirene, anche non conoscendo i dettagli dell’accaduto, si è immaginato subito a qualcosa di grave, di solito la zona centrale di Vienna è molto tranquilla e quell’improvviso moltiplicarsi di sirene, ha reso subito la situazione tesa. In quei momenti la polizia ha diffuso il messaggio a tutta la cittadinanza, invitandola a restare in casa e non uscire per nessun motivo. Il fatto strano è stato proprio quello di notare una insolita vivacità di luci e mezzi di polizia, in una città che regolarmente i primi giorni della settimana, va a letto presto, cioè alle 21/22 è molto difficile trovare qualcuno in giro. Un misto tra emozione e paura che non faceva pensare a niente di buono.”

Certo, pensare che solo per un caso, ieri sera i due ragazzi potevano trovarsi in un locale nel quartiere dove è avvenuto l’attentato, tutto questo fa pensare Gabriele che afferma: “Vienna è una città multirazziale e molto libera e permissiva con tutti, soprattutto con gli immigrati provenienti da tutte le parti e che professano diverse religioni. Non so se tutto questo si poteva evitare, attualmente i media austriaci stanno diffondendo la notizia che l’attentatore sia un ragazzo ventenne di origine macedone, già condannato per il reato di terrorismo e inspiegabilmente rilasciato in anticipo. Io penso che i controlli andrebbero intensificati, soprattutto alla luce di quanto è successo, intanto sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale, in attesa dei funerali che verranno celebrati nella cattedrale, la polizia continua a diramare indicazioni affinché venga rispettata la massima prudenza”.

L'articolo Gabriele, giovane cagliaritano a Vienna: “Strage prima del lockdown, città incredula” proviene da Casteddu On line.

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