Voglio unirmi agli amministratori comunali nel condannare gli atti vandalici che in periodo di Natale (e non solo) hanno preso di mira simboli di civiltà, come la scuola e il presepio. A Uta sono studentelli che sono andati a rubare dentro la scuola apparecchiature informatiche e hanno dato fuoco alle suppellettili. A Decimomannu hanno distrutto il presepio in legno realizzato in piazza, a Cagliari hanno rubato l’intero albero di Natale in un rione popolare della città. Ecco la domanda: oltre alle punizioni e alle denunce che certamente ci saranno, una volta scoperti i “vandali”, la famiglia, la pubblica amministrazione, la scuola cosa fanno, cosa pensano di fare ? Nel
periodo della dura e talvolta sconsiderata stagione delle proteste studentesche degli anni ottanta, noi genitori impegnati negli organismi democratici della scuola, i Consigli di Istituto, i Presidi, i docenti, sostenuti anche dagli organi di informazione, giornali e
televisioni, abbiamo chiesto ed ottenuto che si spiegassero agli allievi le regole di comportamento e le responsabilità anche penali di certi
atti ed alcuni magistrati, come il compianto Dr. Viarengo hanno ben colto la domanda di spiegare nelle scuole quegli elementi fondamentali
che rappresentano “l’educazione civica”, materia che prima faceva parte dei programmi scolastici. Che fine ha fatto ? Su questo, io
credo, anche Casteddu Online potrebbe dare una mano ad avviare una “campagna di stampa” di civiltà e di democrazia, che è necessaria
soprattutto in questi tempi di Covid-19, che hanno portato un po’ tutti ad un lassismo incontrollato delle regole della convivenza
civile.

Marcello Roberto Marchi

L'articolo Furti, atti vandalici e teppismo nel Cagliaritano: cosa si pensa di fare? proviene da Casteddu On line.

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