I cafoni della movida, i parcheggiatori abusivi e chi disturba la quiete pubblica fuori dai luoghi di ritrovo e dalle aree di sosta più frequentate. E chi trasgredisce si becca una multa fino a 20 mila euro o 2 anni di carcere. Il Comune si prepara a un giro di vite sulla sicurezza. Lo fa col nuovo regolamento di sicurezza urbana approvato dalla giunta comunale che presto dovrà ottenere il via libera del consiglio. Il piano sarà presentato domani, ma filtrano le prime indiscrezioni. Il Comune cerca nuove regole per garantire la sicurezza e favorire la civile convivenza in città, un elemento strategico anche per incrementare lo sviluppo turistico.L’obiettivo è quello di innalzare gli standard qualitativi di vivibilità del capoluogo, mantenendo elevati livelli di sicurezza e decoro. Purtroppo però la città di Cagliari è dotata di una disciplina in materia di sicurezza urbana risalente a anni fa, precedente ai nuovi fenomeni della malamovida recentemente esplosi e pertanto anacronistica. Serve dunque adeguare la normativa all’attuale quadro legislativo nazionale, offrendo un’adeguata risposta alle nuove esigenze legate alla nuova moderna veste che la città sta assumendo.Ci saranno aree dove è previsto il daspo urbano. Si tratta di un provvedimento (introdotto con il Decreto Minniti del 2017 sulla falsariga del Divieto di accedere alle manifestazioni sportive volto a contrastare il fenomeno della violenza negli stadi, regolamentato nel 1989) che punisce la condotta di chi ostacola l’accesso e la libera fruizione di specifici luoghi pubblici e, più in generale, persegue l’obiettivo di contrastare il degrado urbano attraverso l’allontanamento del trasgressore e l’irrogazione di una pena pecuniaria.Il Daspo Urbano comporta l’allontanamento del soggetto che commette la condotta molesta. Per i trasgressori del suddetto divieto, è prevista la pena della reclusione da sei mesi a due anni e della multa da euro 8 mila a 20 mila euro.Ed ecco le aree dove sarà istituito il daspo urbano. Spiccano quelle legate ai fenomeni della malamovida (Marina, Stampace e bastione di Saint Remy), dello sfruttamento della prostituzione e dei parcheggiatori abusivi. La prima è quella centrale, la vasta area dei locali notturni e dei ristoranti, quella tra via Caprera viale Trieste, via Mameli, fino a via Roma e piazza Matteotti, inglobando Stampace basso e Stampace alto, il largo Carlo Felice, piazza Yenne, la Marina fino a viale Regina Margherita risalendo poi lungo il bastione di Saint Remy e piazza Costituzione, compreso viale Regina Elena e il Terrapieno fino ai Giardini pubblici.La altre aree sono il bastione di Santa Croce, l’Orto dei Cappuccini, l’Anfiteatro Romano, via Nicolodi e viale Sant’Ignazio, viale Buoncammino, piazza de Gasperi, l’area della Mediateca del Mediterraneo, Gallerie Ormus, il parco della Musica e piazza Giovanni XXIII. Poi ci sono quelle dove si registra il fenomeno dei parcheggiatori abusivi come l’area del mercato di San Benedetto, piazza Marco Polo, parcheggio dello stadio Sant’Elia, parcheggio Cuore, porticciolo di Marina Piccola, Poetto, ospedale Santissima Trinità, mercato di via Quirra, viale Monastir/via Puglia, cimitero San Michele, parco di San Michele, ospedale Brotzu, ospedale Microcitemico ed ospedale Oncologico, Monte Urpinu e viale Europa.

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