Fiori, tanti fiori, e peluche, lasciati dai vicini a dagli amici e conoscenti, molto commossi e disperati, davanti alla “casa dell’orrore” di via Manin a Sassuolo. Lì, ieri sera, Elisa Mulas, i suoi due figli di due e cinque anni, Sami e Ismaele, e la madre di Elisa, la 64enne Simona Fontana, sono stati accoltellati a morte da Nabil Dhahri, trentottenne tunisino ed ex compagno della Mulas, di origini sarde (il padre Vittorino, morto 25 anni fa stroncato da un tumore, era nato nel Sassarese). Una furia cieca, quella di Dhahri, che poi si è suicidato. E una città, Sassuolo, sconvolta per una mattanza inspiegabile. Anzi, una spiegazione, folle con la F maiuscola, c’è: l’uomo non aveva mai tollerato la fine della relazione, decisa due settimane fa dalla 43enne. La cercava, spesso, al cellulare, chiedendole di farle vedere i bimbi e, come ha testimoniato una sua amica, arrivando anche a minacciarla di morte attraverso messaggi vocali. Il trentottenne ha risparmiato solo il bisnonno novantasettenne e costretto a stare a letto per motivi di salute. A scoprire i corpi il fratello di Elisa, Enrico, operaio che vive solo, sempre a Sassuolo.Come riporta anche il nostro giornale partner Il Resto del Carlino, la procura per i minorenni di Bologna ha disposto il collocamento in protezione per la figlia maggiore di Elisa, la ragazzina di 11 anni che era a scuola durante la strage. La piccola è nata da una precedente relazione della madre. In precedenza la stessa procura minorile aveva chiesto e ottenuto la decadenza della potestà genitoriale per il padre della ragazzina sopravvissuta, finito a processo per stalking nei confronti di Elisa. E il Comune di Sassuolo ha deciso di proclamare il lutto cittadino il giorno dei funerali (ancora da fissare) di mamma Elisa, nonna Simona e dei due piccoli.  “Una tragedia immane – commenta il vicesindaco del Comune di Sassuolo Camilla Nizzoli – che ha colpito l’intera città e non solo. Non appena gli organi inquirenti daranno il nulla osta e verrà fissata la data delle esequie proclameremo una giornata di lutto cittadino in segno di rispetto per le vittime e per manifestare una vicinanza concreta da parte dell’intera città di Sassuolo. Immediatamente dopo che la notizia ha iniziato a diffondersi, sono state tantissime le telefonate che abbiamo ricevuto da parte di persone che sono intenzionate a fare qualcosa di concreto per la bambina: per questo abbiamo deciso di mettere a disposizione il Fondo di Solidarietà Città di Sassuolo, che esiste da oltre dieci anni, per raccogliere piccole e grandi donazioni da devolvere interamente alla piccola”. Il Fondo di Solidarietà Città di Sassuolo ha come Iban : IT 27 T 02008 67019 000100984467;  la causale da indicare al momento del versamento è “SOSTEGNO MINORE VIA MANIN”

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