Finanziate 190 borse di specializzazione per i laureati in medicina
Dopo lo stop dal governo, una legge ad hoc dalla Regione

Sciolti, con un emendamento della Giunta, i dubbi sulla copertura finanziaria, il Consiglio regionale della Sardegna ha modificato stamane, a larga maggioranza, con 46 sì e un no, la legge 6 del 6 marzo scorso sulle borse di specializzazione regionali per i laureati in Medicina.

Una parte, quella sul requisito dei 10 anni di residenza in Sardegna per i beneficiari delle borse aggiuntive (finanziate con 5 milioni di euro l’anno dalla Regione), era stata impugnata dal governo davanti alla Corte costituzionale. La modifica, un proposta di legge in tre articoli, approvata stamane, alla presenza di una rappresentanza di giovani medici, riduce a 5 anni il periodo di residenza richiesto.

L’anno scorso ben 450 laureati in Medicina sono rimasti fuori dalle scuole di specializzazione per carenza di borse. Per contestare il modo in cui l’Aula sta legiferando (il metodo “indecoroso” delle cosiddette ‘leggine’), il consigliere regionale del partito democratico, Roberto Deriu, ha votato contro l’ennesima “leggina”.

Altra modifica introdotta riguarda l’impegno dei beneficiari delle borse a prestare la propria attività lavorativa, per un periodo minimo di almeno tre anni, nella versione iniziale erano cinque, successivi al conseguimento del diploma di specializzazione, nelle strutture e negli enti pubblici o convenzionati del Servizio sanitario della Regione autonoma della Sardegna e nelle università dell’isola, nel caso l’assessorato regionale alla Sanità informi gli interessati del proprio interesse alla collaborazione entro 60 giorni dalla comunicazione del conseguimento della specializzazione.

La legge approvata stamane si applica ai contratti aggiuntivi stipulati dall’anno accademico 2019-2020. Un emendamento della Giunta, presentato dall’assessore al Bilancio, Giuseppe Fasolino, ha consentito di trovare la copertura finanziaria di 5 milioni di euro l’anno fino al 2022, quindi per un triennio, periodo necessario per consentire alle università di programmare i bandi.

Con un ordine del giorno bipartisan (primi firmatari Giorgio Oppi dell’Udc e il capogruppo del Progressisti Francesco Agus), approvato dall’Aula, si impegna la Giunta a trovare le risorse per rendere stabile negli anni l’incremento dei contratti di formazione specialistica aggiuntivi regionale, anche con un maggiore impegno finanziario.

La legge 6, definita “emergenziale” dal capogruppo dei Progressisti per evitare il tracollo del sistema sanitario in Sardegna per scarsità di medici specialisti, dovrebbe consentire a 190 sardi di specializzarsi (portando da 29 a 190 le borse finanziate) per entrare poi nel servizio sanitario regionale, che già ora risente della carenza, in particolare, di anestesisti e rianimatori. (AGI)

Mercoledì, 1° luglio 2020

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Fonte: Link Oristano

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