Ed eccoli, i pazienti sardi finiti nel girone “infernale” di Dentix, l’azienda odontoiatrica spagnola ormai fallita da parecchi mesi. Tra chi non ha ancora ricevuto un centesimo da almeno una delle finanziarie che ha deciso di aprire per curarsi i denti c’è Romina Mulleri, cinquantenne quartese. La donna è seguita dall’Adiconsum Sardegna e dai suoi legali, e spera di ottenere giustizia: “7760 euro, una delle due finanziarie, ma non ho mai fatto nemmeno una seduta. Ho firmato le carte e poi hanno chiuso, a marzo dell’anno scorso: sto ancora pagando 160 euro al mese. Mi sono rivolta alla Dentix perchè si trovava vicino al mio panificio, mai l’avessi fatto. Avevo un problema ai denti, si muovevano tutti e avevo sempre dolori”, racconta. Prima visita di controllo “gratuita, poi due giorni dopo, il sei febbraio, mi hanno fatto firmare la finanziaria. Mio marito voleva pagare ogni singola seduta, ma un responsabile della Dentix mi ha convinto a firmare. L’intervento complessivo costava dodicimila euro”. Ma ferri in bocca, otturazioni e quant’altro, per la cinquantenne, sono rimasti sempre un ricordoDentix ha chiuso i battenti e così “sono rimasta, da marzo sino al mese scorso, a dovermi nutrire solo con yogurt e minestrine”. E c’è anche una beffa ulteriore: “Il nuovo dentista dal quale sono andata è riuscito a salvarmi, recuperandoli, tutti i denti inferiori, nella parte superiore della bocca ora ho una protesi. Alla Dentix mi avevano detto che era meglio se me li toglievano tutti. Sono ancora in causa, aiutata dagli avvocati di Adiconsum. Ma, mentre nel caso di un’altra finanziaria, sono stata risarcita, per quella da 7760 euro non ho ancora visto un solo centesimo”.

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