Emergenza ospedale: sale operatorie alla paralisi. Rianimazione a rischio
Solo interventi chirurgici d’urgenza. Vanno via quattro anestesisti

Sala Operatoria

L’allarme era già suonato la scorsa settimana, con il dossier del sindacato dei medici Cimo che  ha segnalato il rischio di chiusura del San Martino per le gravi carenze di personale. Un documento che aveva anche indicato il reparto Anestesia come il cuore dell’ospedale, senza il quale diversi altri reparti rischiano di dover chiudere battenti. E, così, mentre  già dalla prossima settimana si bloccherà l’attività chirurgica, il reparto di terapia intensiva e rianimazione è a rischio di chiusura.

Quattro anestesisti (due perché vincitori di concorso in altra Assl e due specializzande a cui non è stato rinnovato il contratto in scadenza a fine mese) lasceranno il reparto da mercoledì prossimo, e da allora di quattro sale operatorie se ne utilizzerà solo una, riservata agli interventi di urgenza, con la conseguente sospensione di tutta l’attività chirurgica programmata. I pazienti dei reparti di Chirurgia, Ortopedia, Urologia e Ginecologia dovranno così attendere ancora a lungo il loro intervento. Ma l’esodo di anestesisti (destinato ad aggravarsi nelle prossime settimane) imporrà  altre dolorose scelte. Non sarà più possibile infatti garantire insieme l’attività chirurgica e il reparto di terapia intensiva e rianimazione. Quest’ultimo, quindi, è concretamente a rischio di chiusura. E a risentirne sarebbe anche l’attività chirurgica che, in assenza della terapia intensiva, dovrà rinunciare agli interventi complessi o su pazienti a rischio.

Intanto un disagio di non poco conto è imposto ai pazienti traumatizzati attualmente ricoverati, costretti a rimanere ancora a lungo  immobilizzati e doloranti, e quindi con un aumentato rischio di embolie e di piaghe. Ma anche gli ospiti degli altri reparti vedranno aumentare il rischio di un’aggravamento delle loro patologie. E, naturalmente, a vedere allungare i tempi della loro degenza, in un momento di disponibilità di posti letto ridotta, o a rischiare il trasferimento in un altro ospedale, perchè parte dei reparti dedicata all’area cosiddetta grigia, cioè riservata ai pazienti con sospetto Covid.

Ma la scarsa disponibilità di anestesisti, peserà su alcuni altri importanti servizi. In assenza di un anestesista disponibile non si potrà per esempio assicurare la possibilità di ricorrere al parto indolore, alle mamme che pure lo hanno scelto, e anche la terapia antalgica rischia di non poter essere praticata a quanti, come i malati terminali, ne hanno necessità, ma anche diritto. Un diritto garantito da una precisa legge, che dalla prossima settimana al San Martino si rischia di non applicare più.

Venerdì, 26 febbraio 2021

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Fonte: Link Oristano

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