Il sindaco Campus: «La gravità della situazione è nota da anni eppure i fondi necessari per rifare la condotta non sono stati mai stanziati»

SASSARI Secondo giorno a secco. Tra scuole chiuse, prime serrande di bar e ristoranti abbassate, fila alle autobotti, centralini roventi, tensione che sale. In attesa di vedere se la toppa che l’Enas sta mettendo nel tratto di acquedotto disassato a La Ciaccia reggerà. E se la frana che sta muovendo la collinetta nei pressi di Valledoria rallenterà la sua corsa. In caso contrario i rubinetti di 100mila persone potrebbero rimanere asciutti ancora per giorni. Sicuramente lo rimarranno oggi, perché l’intervento della squadra che sta tentando di installare un maxi giunto costruito il loco si concluderà alle 24. E anche tutto domani, visto che, messi in pressione i 40 chilometri di condotta che alimentano i potabilizzatori Abbanoa di Truncu Reale (al servizio di Sassari, Porto Torres e Stintino), Monte Agnese (Alghero) e Castelsardo e Tergu, servirà comunque tutta la giornata per riavviare il complesso sistema di trattamento delle acque e di distribuzione nelle condotte che complessivamente hanno un estensione di diverse centinaia di chilometri. C’è chi teme però che per il suo “giunto” l’Enas abbia bisogno di più tempo, e che il disco verde possa slittare a lunedì, o martedì.

«La gravità della situazione è ormai nota da anni, eppure ancora non sono stati stanziati i fondi per un rifacimento totale e organico della condotta – commenta duro il sindaco Nanni Campus –. Alle nostre reiterate richieste alla Regione e a Enas è stato risposto che si devono attendere i finanziamenti del Recovery Fund, perché tra i progetti presentati c’è proprio quello del rifacimento della condotta».

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Fonte: La Nuova Sardegna

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