Ennesima denuncia dell’emergenza tra i giovanissimi: la situazione sta un po’ sfuggendo di mano, la zona Bianca, sembra, aver peggiorato la situazione. A Radio CASTEDDU, Luca Pisano, presidente dell’osservatorio Cybercrime Sardegna: “Esistono delle subculture giovanili generate anche dai cattivi esempi di youtuber e videogame violenti”. Una escalation di episodi di violenza tra i più giovani che, con le riaperture consentite dopo il lockdown, sembrano più frequenti. Ma non è solo così per Pisano: “A me non sembra che la responsabilità di tutto quello che sta accadendo sia da ricondurre alla pandemia, penso che questo malessere giovanile sia stabile nel tempo da almeno 5 anni. Nella nostra città metropolitana di Cagliari assistiamo a seri problemi accentuati da alcol e droghe che in questi anni, secondo me, non sono stati affrontati nel modo corretto. Il sindaco ha una forte sensibilità verso la problematica giovanile ma bisogna fare i conti anche con la questione economica per questo motivo io lancerò, nei prossimi giorni, una petizione per l’applicazione della carta di Piazza Yenne che prevede educatori di strada più altre attività finalizzate a supportare i giovani. Tra queste, la creazione di spazi specifici per loro; i soldi non ci sono quindi io chiederò di attivare presso il comune di Cagliari un fondo speciale destinato ai giovani, dove, con un contributo volontario della popolazione, ciascuno può fare un piccolo bonifico in modo tale che, se i soldi non ci sono, saremo noi genitori a contribuire. Se non potrà avvenire sul conto corrente del comune di Cagliari, cercheremo qualche  associazione di volontariato disponibile, in modo tale che si possa fare qualcosa per i giovani. Servono gli educatori di strada, serve l’aiuto dei giovani stessi, influencer per contrastare questa devianza: non possiamo fare i conti con una subcultura giovanile che normalizza l’alcool, la droga, il bullismo. È un intervento complesso e servono queste figure che ci aiutano a modificare il senso di questa subcultura giovanile. Gli influencer ci possono dare una mano ma non possiamo contare solo su di loro, occorre fare degli interventi all’interno delle scuole. Possiamo modificare una cultura introducendo una nuova cultura, altrimenti questa subcultura continuerà prevalentemente a crescere”. Il fenomeno delle risse c’è sempre stato, ma qual è la grande differenza rispetto al passato? “La rissa, la droga, l’alcol, la violenza prima veniva vissuta negativamente: i più consideravano questi comportamenti disdicevoli e negativi. Oggi è il contrario, vengono considerati positivi”. Un fenomeno che ha dei cattivi esempi da non sottovalutare: videogiochi violenti e youtuber che esplodono in scatti d’ira, colmi di parolacce e bestemmie, sono tra i più seguiti e imitati. “Le famiglie fanno anche fatica a stare appresso a bambini, adolescenti che comunque giocano anche con videogiochi non adatti a loro, pieni di violenza, e guardano youtuber devianti e poi trasferiscono ciò che vivono virtualmente anche nel reale. Dobbiamo fare qualcosa, dobbiamo introdurre una controcultura”. Risentite qui l’intervista a Luca Pisano del direttore Jacopo Norfo e di Paolo Rapeanu https://www.facebook.com/castedduonline/videos/429986534734608/e scaricate gratuitamente l’APP di RADIO CASTEDDUhttps://play.google.com/store/apps/details?id=com.newradio.radiocastedduonline

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