Gli effetti devastanti del coronavirus sul mercato del lavoro in Sardegna. Siamo passati da 55mila ore di Cig a 2milioni

SASSARI. Ufficialmente il lockdown è finito a metà maggio, ma i dati dell’Inps fotografano un’Italia ancora ferma. I tre mesi di stop hanno azzoppato imprese e lavoratori che hanno potuto contare su una mega ciambella di salvataggio chiamata cassa integrazione, ma dal 18 agosto sono caduti i primi divieti di licenziamento decisi dal governo all’indomani dello scoppio della pandemia. Insomma, nel Paese i rischi di un autunno caldo sono già una realtà. E in Sardegna lo sono ancora di più. A dirlo sono i numeri. Perché se a livello nazionale le ore di cassa integrazione autorizzate nel mese di luglio sono aumentate del 2353 per cento, in Sardegna l’incremento è stato del 3452 per cento. Per non parlare poi della cassa integrazione in deroga, che viene concessa quando le aziende hanno superato i limiti di durata della Cig ordinaria, che nell’isola tra gennaio e luglio è cresciuta del 6268 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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Fonte: La Nuova Sardegna

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