Le urgenze, o i dolori improvvisi, non guardano in faccia a nessuno. Arrivano, punto. E la sanità lumaca, a Cagliari, fa infuriare anche chi, da decenni, lotta per dare voce alle altre persone, tra lavoratori disperati o che rischiano di perdere il posto. Luca Locci, sindacalista dell’Sgb, stavolta parla “da utente, molto arrabbiato”. Locci ha avuto un infortunio sul lavoro e ha dovuto, su richiesta del medico, sottoporsi a una ecografia agli occhi: “Con l’Ats c’è posto non prima di gennaio 2023, a pagamento te la fanno immediatamente”. Ed è proprio quello che è capitato a lui: “Una struttura voleva 250 euro, un’altra 105 e l’ho fatta lì, subito”. L’ecografia, ovviamente, è stata “precisa, la visita è andata benissimo. Ma non si può continuare così, perchè nel nostro sistema sanitario c’è qualcosa che non funziona, spesso lo stesso medico che ti può visitare in ospedale tra sei mesi, a pagamento lo fa in due o tre giorni. Per non parlare di diabetologia”, un altro settore che, sulla sua pelle, Locci conosce bene. “Se prenoto fuori dai soliti turni si attende anche un anno. Capisco uno o due mesi, ma per certe visite c’è un’urgenza. Chi lavora e ha un buono stipendio può permettersi di spendere cento euro”, osserva il sindacalista. “Ma viviamo in un paese dove i redditi vanno da 500 a settecento euro”. E Locci fa un’apertura, più dettata dalla speranza che da altro, al piano dell’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu che ha tagliato le visite in intramoenia: “Se serve per migliorare il servizio potrebbe andare bene, se a pagamento risolvi in pochi giorni e in convenzione con l’Ats ci vuole anche un anno di attesa prima della visita, allora dobbiamo davvero dirci che c’è qualcosa che non va”.

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