Dopo le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha dato il via ai lavori della XXXVIII assemblea annuale dell’ANCI (Associazione Nazionali Comuni Italiani), svoltasi quest’anno a Parma, nell’area fieristica e con tutte le precauzione anti covid messe in atto da un’organizzazione perfetta, la chiusura dei lavori ha visto come protagonista atteso, il Presidente del Consiglio Mario Draghi. Se il presidente Mattarella ha cercato di omaggiare il lavoro degli amministratori con parole di convinta gratitudine, Draghi è entrato un po’ più nei dettagli, andando ad elencare cifre e riferimenti inerenti il PNRR. In particolare si è soffermato sui cinquanta miliardi di euro che verranno impegnati proprio a favore dei comuni che in Italia sono quasi ottomila e che dovranno farsi trovare pronti con la stesura di progetti importanti che spaziano dalla messa in sicurezza del territorio, alle scuole e gli edifici pubblici, quindi alla cultura, settore quest’ultimo da rilanciare in chiave attrattiva per i giovani che vogliono valorizzare le loro comunità.

Il premier appare fermo e sicuro dei suoi programmi e soprattutto convinto che la ricetta economica dettata dal  PNRR possa effettivamente risolvere i problemi del Paese, soprattutto se si tiene conto dei progetti che potranno essere portati a termine sino al 2036. I dati di oggi dicono che l’Italia cresce oltre il 6% annuo e che nel 2022 la crescita sarà al di sopra del 4%, numeri che fanno pensare ad un’evoluzione positiva degli investimenti ma che non devono far perdere di vista l’aumento dell’inflazione, l’indebolimento dell’Euro e il rincaro delle materie prime. Draghi da super tecnico, conosce bene i meccanismi dell’economia e non esita a chiamare in causa i sindaci d’Italia che, anche a costo di onerosi sacrifici personali, sono i primi a dare risposte ai cittadini e i veri artefici degli indirizzi precisi su cui devono essere impiegate le risorse. Il premier ha ringraziato gli stessi sindaci per il grande lavoro svolto, oltre a quello solito istituzionale, durante i giorni dell’emergenza pandemica, soprattutto nei momenti in cui bisognava gestire le chiuse e le imponenti restrizioni imposte per combattere il propagarsi del virus. Al termine del discorso, amministratori in piedi ad applaudire un discorso che sicuramente non ha entusiasmato per eclatanti novità ma che sicuramente ricalca la filosofia pragmatica del Presidente del Consiglio che fin qui non trova grandi oppositori nel Paese.

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