Oristano

A Ponti e Sa Murta c’erano batterie, olio, auto da rottamare e plastica

Sarà messo alla prova A. M., un uomo di origini rom accusato di aver organizzato un’attività abusiva di raccolta e stoccaggio di rifiuti pericolosi e non pericolosi in un terreno nelle campagne di San Nicolò d’Arcidano. Lo ha deciso il Tribunale di Oristano nell’udienza avvenuta nei giorni scorsi. Ne ha dato notizia in un comunicato il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), costituito parte civile nel processo, al quale è stata versata una somma simbolica come indinnizzo.

Il dibattimento, aperto a novembre del 2019, proseguirà con l’udienza fissata per il 5 ottobre nei confronti di un secondo imputato, V.M., anche lui di origini rom.

“L’attività di raccolta e stoccaggio di rifiuti riguardava parti di veicoli in disuso, batterie al piombo, apparecchiature elettriche ed elettroniche olii minerali esausti, imballaggi di plastica, veicoli fuori uso, rifiuti ferrosi, tra gli altri”, ricorda nella nota Stefano Deliperi, referente del GriG, “condotta per lungo tempo fino al 16 maggio 2018, quando l’area in località Ponti e Sa Murta – parte di proprietà statale e parte di proprietà regionale – era stata posta sotto sequestro insieme al mezzo utilizzato per l’attività illecita di raccolta dei rifiuti, mezzo risultato addirittura proveniente da un furto ai danni di un’impresa”.

I reasti contestati ai due imputati sono gestione di rifiuti non autorizzata, gestione di veicoli fuori uso e loro parti senza autorizzazione, ricettazione.

Venerdì, 24 settembre 2021

Fonte: Link Oristano

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