Alla fine è uscito dal Policlinico di Monserrato con qualcosa di sicuro tra le mani: “Una dimissione in codice giallo dopo essere stati segnato, all’inizio, con un codice bianco”. Angelo Melis, l’autista sessantenne di Quartu, ha collezionato altri giorni di un’odissea, vissuta nel mondo sardo “malato” della sanità, che forse pochi possono fortunatamente vantare. Mercoledì arriva al Brotzu con dolori forti alla vescica, viene rimandato a casa con una terapia a base di antibiotico: “Sospetta fistola e calcoli”. Il dolore non passa, anzi. E allora decide, ieri, di andare al Policlinico di Monserrato, accompagnato dalla moglie Rita. Codice dopo l’accettazione? Colore bianco, sono le undici. All’1:14 di oggi, cioè dopo più di quattordici ore, come si legge nella email di protesta inviata dallo stesso Melis all’Ufficio relazioni con il pubblico del Policlinico, dopo anche essere stato invitato “a desistere a restare” arriva il momento della tanto agognata Tac. Ma rimane tutto un miraggio: “Sono stato preparato, con l’inserimento di cannula e sedativo iniettato. Dopo un pó di attesa hanno disdetto tutto, comunicandomi che potevo andare via con il problema non risolto”.E così, con gli occhi sgranati dall’incredulità “e con ancora i dolori alla vescica”, Melis è tornato a Quartu, nella sua abitazione, in attesa di martedì, quando avrà la Tac al Brotzu. L’uomo si domanda se il trattamento ricevuto sia regolare: “Datemi voi una risposta”, si legge nell’email spedita all’Urp, “premetto che sono entrato con codice bianco e dimesso con codice giallo”.

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