Diffonde le foto della ex nuda su whatsapp, cagliaritano nei guai.

È accaduto a Sanluri qualche tempo fa ed è stato denunciato ai carabinieri solo nella giornata di ieri: una 28enne si rende conto che il proprio ex fidanzato 43enne, cagliaritano, che era rimasto in possesso di foto e video di lei nuda, refuso di tempi felici e di molta passione, ha trasmesso tramite whatsapp tali immagini a una pluralità di persone, col chiaro intento di distruggere l’immagine di lei. Non tutti sanno che, immagini che circolano sul web molto difficilmente potranno essere cancellate del tutto. Voleranno di social in social, secondo percorsi imprevedibili, lasciando infinite tracce che sarà impossibile ricostruire. Il danno può essere davvero enorme.

I carabinieri hanno già sequestrato il telefonino dell’uomo che verrà sottoposto a perizia, solo lui possedeva quelle immagini e da lui sono certamente partite ma, valutare a quante persone le abbia trasmesse e con quali commenti, può dare una misura della sua volontà di danneggiare la ragazza che, da parte sua, è comprensibilmente affranta dal gesto del suo ex e dai danni che ne stanno derivando. Per questa vendetta postuma, lui ora rischia una pesante condanna e il suo prestigio da incensurato non potrà che esserne ridimensionato.

Le storie d’amore spesso finiscono e non sempre per iniziativa di entrambi gli interessati, assai più frequentemente è una delle parti a dare un taglio alla vicenda sentimentale. Sin qui nulla di particolare, questo fa parte spesso della fisiologia di tante relazioni amorose. Talvolta però accade che una delle parti non si dia per vinta e prenda a tormentare la controparte con atti persecutori: ingiurie, minacce, pedinamenti ripetuti nel tempo, tanto da rendere impossibile la vita alla donna. In questo ambito possono anche inserirsi tentativi di screditare pesantemente la controparte e gli strumenti possono essere tanti.Uno di questi è quello che viene denominato con espressione recente: “revenge porn”, ovvero la “Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti”. Questo stabilisce che: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o il video li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento. La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. 

Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. Si procede tuttavia d’ufficio nei casi di cui al quarto comma, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio».

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