“Dialogo digitale fra imprese e Pubblica amministrazione, subito”
Confartigianato chiede tempi rapidi anche in Sardegna per la riforma

“La riforma della Pubblica Amministrazione e l’azzeramento delle complessità burocratiche a carico delle imprese sono una condizione fondamentale per il rilancio dello sviluppo del nostro Paese e della Sardegna”. Antonio Matzutzi, presidente regionale di Confartigianato Imprese, spinge per l’attuazione del piano varato dal ministro Renato Brunetta e del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico; che possono diventare “la vera svolta per una buona amministrazione alleata con gli imprenditori”.

Per uscire dalla crisi e utilizzare al meglio la straordinaria opportunità offerta dal Recovery Plan, anche Confartigianato Sardegna ritiene indispensabile imprimere una svolta nelle politiche di semplificazione, secondo tre direttrici:

  • digitalizzazione estesa del rapporto tra PA e imprese, soprattutto attraverso il dialogo tra le banche dati pubbliche;
  • standardizzazione dei procedimenti e della modulistica;
  • riorganizzazione delle competenze e riduzione del numero di enti pubblici coinvolti nel medesimo procedimento.

In questo modo si creeranno anche le condizioni per applicare finalmente il principio dell’once only, in base al quale le pubbliche amministrazioni non possono chiedere all’impresa i dati di cui sono già in possesso.

“Va sfatato un mito: la burocrazia non è il male assoluto”, dice ancora il presidente di Confartigianato Sardegna. “Pensare di poterne fare a meno ci porta a norme impraticabili. La burocrazia è ciò che serve per gestire la complessità e far sì che non si scarichi sui
cittadini e sulle imprese: dovrebbe essere il luogo che dà certezza. Invece spesso non è così. Dobbiamo pretendere una burocrazia in grado di semplificare, di anticipare i problemi. E per questo serve investire anche sulla qualità delle persone, sulla chiarezza di competenze e ruolo tra politica e amministrazione”.

Antonio Matzutzi

Secondo l’organizzazione artigiana della Sardegna, l’impresa deve poter contare su norme chiare, senza doversi assumere la responsabilità di interpretazioni incerte, rischiando di essere sanzionata a seguito di controlli da parte di soggetti diversi, non coordinati, o che interpretano in maniera differente la medesima normativa. In sintesi, le imprese chiedono che il rapporto con la PA si semplifichi con una sola istanza, una sola piattaforma informatica, una sola risposta ed un solo controllo.

“Sarà fondamentale il monitoraggio delle semplificazioni già introdotte”, conclude Matzutzi, “ed evitare l’emanazione continua di nuove norme che modificano le precedenti, complicando ulteriormente la vita delle imprese”.

La nota di Confartigianato Sardegna ricorda che l’Italia è al 23° posto tra i 27 Paesi dell’Unione europea per l’eccesso di complicazioni amministrative, e al 58° posto tra 190 Paesi nel mondo per la facilità di fare impresa. Per realizzare un appalto, in Italia servono 7 mesi in più rispetto alla media europea, a causa dei numerosi passaggi burocratici che incidono per il 54,3% sui tempi complessivi per completare le opere.

Anche l’utilizzo del superbonus 110% è frenato dalla burocrazia: il 52% delle imprese segnala ritardi nell’inizio delle attività a causa di problemi burocratici e il 42,5% lamenta le mancate risposte di uffici comunali e pubbliche amministrazioni”.

Lunedì, 15 marzo 2021

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Fonte: Link Oristano

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