Prevale la linea della prudenza: il coprifuoco resterà alle 22. E almeno fino al primo giugno. È quanto si apprende da fonti di Governo, dopo il Cdm di oggi. Dopo maggio potrebbe essere valutata, dopo un’ulteriore analisi dei dati epidemiologici, una delibera per eliminarlo o far partire il provvedimento dalle ore 23.

Dopo il pressing delle Regioni sul Governo per estendere il coprifuoco almeno alle 23, quindi, il premier Draghi e gli altri ministri che in questi giorni si sono pronunciati sul tema, a partire da Roberto Speranza, hanno ribadito la necessità di non modificare la norma in vigore. Prima del Cdm, infatti, chiamato per dare il via libera al nuovo Dl Covid sulle riaperture, secondo quanto si è appreso c’è stata una discussione tra i ministri proprio sul nodo coprifuoco. E la Lega, che in giornata aveva spinto sull’innalzamento dell’orario, si è astenuta dal voto sul nuovo decreto. “Al di là del coprifuoco, non sono logiche le restrizioni per i locali al chiuso anche in zona gialla. E sono previste troppo in là alcune riaperture, con scelte illogiche e punitive per palestre e piscine“. Così hanno spiegato fonti della Lega. “Bene la riapertura parziale di cinema e teatri – hanno aggiunto -, ma perchè punire i ristoratori senza spazio esterno?”. “Meglio 10 persone controllate e distanziate al bar – hanno concluso – o al ristorante, che non 10 persone chiuse in un’abitazione privata”.

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