La sostanza dovrà essere analizzata per capire se in realtà non si tratti della varietà illegale "indica"

GIBA. Duecentosette chili di infiorescenze di cannabis sativa in viaggio da Orune verso il Sulcis per un fine ancora tutto da verificare da parte dei carabinieri. Erano stipati in sacchi trasportati su un Pick-up da un imprenditore agricolo di 40 anni di Orune, titolare di una coltivazione autorizzata di "sativa" destinata all'uso medico. Sarebbe tutto in piena regola, rimangono però alcuni aspetti da verificare da parte degli investigatori. Gli specialisti del Ris devono innanzitutto accertare quanto principio attivo sia presente nelle infiorescenze sequestrate e se non superino il limite di Thc contenuto. Diversamente si tratterebbe di cannabis indica, ovvero marijuana e questo cambierebbe del tutto la posizione dell’imprenditore agricolo orunese, su cui non sono stati presi al momento provvedimenti specifici. I carabinieri dovranno scoprire anche a chi l’ingente carico di “sativa” barbaricina fosse destinato e se, eventualmente, l’intenzione fosse quella di commercializzarla come “indica” e destinarla al mercato dello spaccio sulcitano della marijuana. A fermare il carico sono stati i carabinieri di Giba che stamattina mattina hanno controllato a un posto un Pick-up: non potevano sfuggire all'attenzione dei militari quei sacchi di iuta trasportati nel cassone furgonato: dentro c'erano 217 chili di infiorescenze di cannabis sativa che sono finiti in caserma per gli accertamenti di legge. (l.on)

Fonte: La Nuova Sardegna

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