Da Norbello all’Alto Adige, per scoprire i tradizionali falò
Iniziativa del Comune. Protagonisti cinque ragazzi di leva che hanno dovuto rinunciare a “sa tuva”

Un falò – Immagine simbolica

I ragazzi di Norbello che quest’anno compiono 18 anni non hanno potuto organizzare a gennaio il tradizionale rito de sa tuva, tipico in diversi paesi del Guilcer, a causa delle restrizioni anti-Covid. Per compensare quella rinuncia, il Comune sta organizzando per loro un viaggio in Alto Adige, sulle montagne della Val di Non, dal 12 al 14 giugno: assieme ai loro coetanei altoatesini, potranno partecipare all’accensione dei “fuochi del Sacro Cuore”.

Il programma deve essere ancora completato nei dettagli, ma prevede nel primo giorno un breve incontro con le autorità locali. La domenica, al tramonto, i ragazzi e la delegazione degli amministratori del Comune di Norbello si sposteranno per raggiungere le montagne della Val di Non e ammirare i fuochi tradizionali. Seguirà infine una cena al sacco.

“A questo viaggio parteciperanno cinque ragazzi”, dice il sindaco Matteo Manca, “accompagnati da me e da una delegazione di amministratori, ognuno a proprie spese. Il gruppo sarà accolto da amici altoatesini che ci faranno da guida. Saranno a carico del Comune esclusivamente le spese di viaggio, vitto e alloggio dei ragazzi di leva. Siamo convinti che sarà per tutti una bella esperienza, in attesa di poter festeggiare qui da noi la loro festa tradizionale, appena sarà possibile”.

Sarà interessante anche il confronto con le tradizioni di un’altra regione italiana. “Si dà ai ragazzi la possibilità di comprendere e vivere in prima persona tradizioni simili alla nostra, ma in un altro luogo”, spiega sempre Matteo Manca. “Siamo convinti che il confronto e l’apertura verso il nuovo e ciò che c’è fuori dalla nostra isola, anche quando si tratta di tradizioni, sia fondamentale per la crescita di questi ragazzi che si apprestano a conoscere il mondo”.

Matteo Manca

“Fra l’altro è una nuova esperienza che potranno fare, dopo quasi due anni di emergenza sanitaria e di blocco”, dice ancora il sindaco, “che, senza ombra di dubbio, hanno fortemente limitato i giovani, privandoli di momenti di aggregazione sociale e condivisione tipici dell’adolescenza”.

Il rituale di sa tuva, che varia da paese a paese, consiste essenzialmente nella raccolta della legna per un grande falò, con fascine e un tronco d’albero cavo, in sardo tuva. La raccolta della legna coinvolge tante persone del paese che collaborano anche nel trasporto del materiale e all’accensione.

I fuochi del Sacro Cuore della Val di Non, invece, si organizzano solitamente la domenica successiva al Corpus Domini (6 giugno). Sulle montagne dell’Alto Adige e del Tirolo vengono fatti bruciare tanti falò disposti a formare delle croci, facilmente riconoscibili anche da lontano. Solitamente sono le associazioni giovanili che si occupano di portare grandi quantità di rami e legna in quota e di posizionare le cataste in modo che le fiamme siano ben visibili dal fondovalle.

Domenica, 2 maggio 2021

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Fonte: Link Oristano

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