Da Londra a Oristano, chef e scrittrice conquistata dalla vita lenta
Letitia Clark non pensa a ripartire: “Racconto agli inglesi la cucina e le tradizioni sarde”

Letitia Clark

Quattro anni fa, a trent’anni, aveva scelto di fare la valigia, lasciare la sua Inghilterra e trasferirsi in Sardegna. Da Londra, dove lavorava come chef, a Oristano. A catturare Letitia Clark sono stati il buon cibo, la cultura e le tradizioni dell’isola. Un amore, quello per la Sardegna, che ha prodotto un libro di ricette tipiche, che abbina storie, personaggi e racconti ai piatti delle tradizione.

Bitter Honey: Recipes and Stories from the Island of Sardinia” è uscito un anno fa nel Regno Unito. E presto sarà disponibile anche “La Vita è Dolce: Italian–Inspired Desserts”, ricettario di dolci italiani, con tanti omaggi ai prodotti sardi, come le capigliette, i pabassini, le pardule e gli amaretti. Le ricette sono il cuore del suo primo libro, a fare da contorno ci sono però la Sartiglia, la manualità e i segreti delle nonne sarde e anche Eleonora d’Arborea.

Letitia Clark non è soltanto una chef. “Sono anche un’illustratrice, vendo i miei disegni sul mio sito internet. Insegno inglese, curo corsi di cucina online e scrivo, scrivo tanto”, racconta con un sorriso. “All’università ho studiato letteratura inglese, poi ho frequentato la ‘Leiths School of Food & Wine’, una scuola di cucina a Londra. E per alcuni anni ho lavorato come chef nei ristoranti. Però non sono originaria di Londra: sono nata e cresciuta nel Devon, in campagna”.

Dall’Inghilterra a Oristano, un viaggio di sola andata. “Quando lavoravo a Londra ho conosciuto un ragazzo sardo. Entrambi eravamo stanchi”, confida Letitia Clark, “la vita in cucina in una grande città è stressante. Ci siamo trasferiti insieme a Oristano, poi la nostra relazione si è chiusa, ma sono rimasta qui. Il mio sogno era vivere in un posto diverso e imparare un’altra lingua. Qualche settimana fa sono andata a Londra per un incontro di lavoro, mi hanno offerto un posto come head chef in un ristorante. Ma quando sono salita sull’aereo ho capito che non stavo tornando a casa: ormai la mia casa è qui in Sardegna. Mi piacerebbe aprire un agriturismo e insegnare ai miei ospiti come si cucinano i piatti sardi”.

Quando si è trasferita a Oristano ha iniziato subito a scrivere. “Ho imparato tanto dalla nonna di Luca, il mio ex fidanzato. Mi ha mostrato come si preparano i piatti della tradizione sarda”, prosegue ancora la scrittrice, “ascoltare e vedere all’opera tante donne di questa terra è stato emozionante. Mi hanno insegnato a cucinare i malloreddus, la fregula e i culurgiones. Il cibo è storia, antropologia, persone, posti, è una metafora della vita”.

Nel primo libro ha parlato della bottarga: come si fa e come si mangia. “Mi piace moltissimo”, dice Clark, “ho inserito quattro ricette con la bottarga: il pâté di bottarga, l’insalata con sedano e bottarga, carciofi e bottarga e gli spaghetti con la bottarga, in tre varianti”.

Nel suo “Bitter Honey” ci sono anche il maialetto, i malloreddus alla campidanese, quelli cotti nel brodo di pecora, la fregula con le vongole e le seadas. “Ho cercato di proporre ricette che si possono replicare in Inghilterra. Anche se trovare i prodotti adatti all’estero”, spiega l’autrice del libro, “non è affatto semplice. Ricordo che una lettrice ha provato a preparare le seadas, ma ha utilizzato il pecorino romano. Non è andata bene”.

I cibi più strani? “Senza dubbio il formaggio con i vermi”, conclude la scrittrice, “la Sardegna è molto conosciuta all’estero per questo prodotto. È molto forte e acido, non mi è piaciuto tanto. In compenso apprezzo la cordula e le lumache”.

Letitia Clark ama la tradizione e le cose semplici. “La Sardegna ha una forte identità, è unica. Quest’isola è magica, un po’ segreta, forse è bella proprio per questo motivo. L’orgoglio e la passione dei sardi”, sottolinea, “sono contagiosi. Sono sempre stata innamorata del passato e della storia. Di questo posto amo anche la cultura del cibo e della famiglia. Mi sono affezionata a Oristano. Qui non c’è stress, la vita è tranquilla. Ho vissuto a Londra sette anni, preferisco la vita un po’ più lenta. Mi piacciono le spiagge del Sinis e Bosa”.

Oristano è anche Sartiglia. “Sono cresciuta con i cavalli, mi è subito piaciuta la Sartiglia. I costumi”, continua Clark, “sono bellissimi. Nel primo libro ho parlato del carnevale di Oristano, di Eleonora d’Arborea e della vernaccia. Ma non delle zippole. Mi piacciono tanto, devo trovare una persona che mi spieghi come si fanno. Per il momento il libro non è uscito in Italia, ma non nascondo che mi piacerebbe riuscire a farlo tradurre. Sto scrivendo un terzo libro, è una mia autobiografia. Racconterò come sono arrivata in Sardegna e come era la mia vita prima”.

Martedì, 15 giugno 2021

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Fonte: Link Oristano

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