Daniele Deiana era stato ripreso mentre si esibiva senza protezioni .Ristorante chiuso per 5 giorni e 500 euro di ammenda per lo show senza protezioni

SASSARI. Convocazione in questura con locale chiuso per cinque giorni e 500 euro di multa. Un migliaio di commenti non proprio lusinghieri postati in decine di siti e social. Un imbarazzato silenzio da parte dell'amministrazione comunale, che a mala pena nasconde un robusto mal di pancia di maggioranza e opposizione. Scuse, autodenunce, tamponi pagati per tutti. Ma di dimissioni non se ne parla. «Non me lo ha chiesto nessuno». Alle "alzate di testa" non è nuovo Daniele Deiana. E forse anche i suoi video, spesso un po' naif, a difesa del "popolo della notte" gli sono valsi i voti che lo hanno portato nei banchi di Palazzo Ducale nella lista della Lega, lasciata poi per Fratelli d'Italia. «Perché io sono sempre stato uno di pancia. Che magari per questo fa qualche cretinata, e che però la paga sempre in prima persona». Questa volta però la cretinata è bella grossa. E le riprese di lui che canta a squarciagola (e senza mascherina) gli 883 sul palco delle "sue" Iene, circolo cult della movida sassarese recentemente trasformato in ristorante, hanno fatto il giro del web.

Consigliere Deiana che ha combinato?

«Una cavolata pazzesca. Lo so bene».

Ma lei non è un campione del rispetto delle regole?

«Certo. E infatti domenica ho chiuso, anche se avevo il locale tutto prenotato. E oggi (ieri ndr) sono andato ad autodenunciarmi in questura».

Ma non l'hanno convocata?

«Li ho chiamati io. E hanno apprezzato».

Era senza mascherina, come molti dei suoi clienti.

«L'avevo sotto il mento. E i clienti poggiata sul tavolo dove, fino a pochi minuti prima, stavano mangiando. Comunque pagherò di tasca il tampone a tutti i presenti. Anche se molti hanno già detto che pagheranno di tasca loro, per solidarietà».

Solidarietà per cosa?

«La cretinata arriva alla fine di una serata in cui, come tutte le sere, il rispetto delle regole era stato rigoroso».

E poi cosa è successo?

«È successo che ci stanno chiudendo di nuovo, senza motivo. E c'è stata commozione, anche pensando alle persone che dovrò di nuovo mandare a casa. È iniziata la canzone, mi sono fatto prendere».

Non ha pensato al suo ruolo?

«Io sono sempre lo stesso. Porto avanti con convinzione le mie battaglie, e le mie idee. Essere consigliere comunale è un onore, ma non ho certo le malizie di un politico di professione».

Più che malizia, buon senso.

«Ho molto da imparare, soprattutto che non rappresento più solo me stesso. E mi spiace aver indirettamente danneggiato i miei colleghi. Ristoratori, gestori di locali. Che stanno pagando il prezzo più alto per questa pandemia».

Lei aprirebbe tutto?

«Con le dovute precauzioni sì. Non capisco perché lasciare aperto a pranzo e non a cena. Come non capisco questa zona arancione che ci è calata sopra la testa dal nulla».

Forse a causa di comportamenti come il suo?

«Ecco, intendevo questo. Una mia cretinata serve a nascondere un problema reale. Un ristorante come le Iene, con tavoli distanziati, protezioni, precauzioni al massimo livello, è un posto sicurissimo dove stare. Come la maggior parte dei locali. Basta fissare le regole, e chi sbaglia paga. Io ho sbagliato e pago».

Non pensa che dovrebbe dimettersi?

«Non me le ho ha chiesto nessuno, a parte i soliti leoni da tastiera nascosti dietro lo schermo di un pc. Ma per fortuna sono stati molti di più quelli che mi hanno espresso vicinanza. E comunque non mi dimetto».

Il sindaco l'ha chiamata?

«Ha cose più importanti da fare. Avrò modo di scusarmi di persona comunque».

E se qualcuno si è contagiato?

«Non ho dormito stanotte pensandoci. Per ora tutti quelli che hanno fatto il tampone sono negativi. Non posso che raccomandare a tutti di non fare quello che ho fatto io».

Facile così.

«Non è facile per niente. Come sempre ci metto faccia, pancia, cuore e portafoglio».

Insomma, si riparte come se nulla fosse.

«Magari, in realtà siamo chiusi, per l'ennesima volta».

Fonte: La Nuova Sardegna

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