Scali in affanno per mancanza tamponi. Ma il test si può effettuare anche entro 48 ore dallo sbarco ell'isola

SASSARI. La seconda ondata dei contagi da Covid-19 ha imposto una stretta improvvisa sul fronte dei controlli negli scali portuali e aeroportuali dell’isola. Ma anche solo ipotizzare esami a tappeto sui passeggeri in arrivo è un esercizio complicato.

Le misure anti Covid restano quelle in vigore già prima delle nuove disposizioni arrivate dal governo e recepite nell’ultima ordinanza del presidente della Regione Christian Solinas: registrazioni sui moduli on line e utilizzo dell’app Sardegna sicura.

Questo non significa che le norme potranno essere aggirate e i passeggeri in arrivo dai quattro Paesi considerati a rischio (Spagna, Croazia, Grecia e Malta) avranno l’obbligo di presentare la certificazione di un test molecolare o antigene negativo fatto nelle ultime 72 ore oppure l’obbligo di effettuare un tampone entro 48 ore dal rientro in Italia.

Gli scali però sono in affanno. La Sogaer, la società di gestione dell’aeroporto di Elmas, ha annunciato ieri di non essere in grado di predisporre la postazione fissa in cui effettuare i tamponi sui passeggeri sbarcato dalle rotte a rischio. L’unica ipotesi possibile è quindi offrire ai passeggeri le indicazioni da seguire, ovvero il numero verde dell’Ats 800311 377, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18.

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Fonte: La Nuova Sardegna

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