“Stop a tutte le tasse per tutti i mesi che noi commercianti non potremo lavorare per colpa del virus”. Sandro Cosentino, storico ottico di Cagliari, denuncia un calo del 90 per cento del fatturato pur avendo mantenuto aperta la serranda anche durante il lockdown. E ora che è iniziata la fase di convivenza col virus, non resta a suo parere che una soluzione per salvare tantissime attività imprenditoriali a Cagliari: “Qui bisogna che lo Stato faccia lo Stato, e annulli interamente le tasse almeno per questi tre mesi di stop dei negozi. Non possiamo pagare i rifiuti se siamo stati chiusi e peraltro non abbiamo incassato. Lo stesso vale per tutte le altre imposte, dal suolo pubblico alla tassa sull’ombra, non basta certo rinviare l’Iva: serve una moratoria totale, azzerare questo periodo come sono stati azzerati i nostri affari”. A dirlo è lui, un ottico che resiste, che ha alle spalle decine di anni di esperienza costruita prima nel negozio di ottica di Via Manno, poi in via Sonnino. Cosentino ora non vuole assistere inerme alla desertificazione dei locali pubblici. “Se muore il bar, se non riapre il ristorante, se chiude il parrucchiere, se tanti non riapriranno, a rimetterci per primo sarà anche lo Stato che i soldi delle tasse non solo non li vedrà per questi mesi, ma da tanti contribuenti non li vedrà mai più. M5S e Pd sono voluti andare al governo peraltro senza un mandato chiaro dei cittadini all’alleanza? Allora governino, risolvano i problemi della gente. Ancora non si conosce neanche un piano su come si potrà andare in spiaggia quest’estate. Vogliamo fare sapere qualcosa ai poveri titolari degli stabilimenti balneari in Sardegna? Devono predisporre un piano A se il virus si dissolve, un altro se dovessero continuare i contagi, un terzo piano se dovremo restare preoccupati sino a quando non ci sarà il vaccino”. Sandro Cosentino, che è stato anche assessore al Traffico nella giunta Delogu, chiede insomma ” a chi governa di assumersi la responsabilità di risolvere i problemi dei cittadini, prima di tutto azzerando le tasse”.

C’è anche l’ipotesi del prestito, della famosa “potenza di fuoco” da 400 miliardi annunciata da Conte in diretta tv? “Il prestito può anche essere utile, ma ci devono consentire di poterlo magari dilazionare per almeno dieci anni- insiste Cosentino- altrimenti ci fanno solo indebitare per continuare a pagare le tasse, ma in molti potrebbero non sopravvivere. C’è chi già ha dovuto accedere un mutuo per costruire la sua attività, c’è chi deve pagare le rate all’Agenzia delle Entrate o ha fatto gli accordi bonari. Bisogna intervenire adesso, prima che ci siano le chiusure, prima di dovere contare i morti e i feriti. Un povero gestore di un negozio di abbigliamento, come potrà fare a pagare la merce ai fornitori senza avere venduto un solo capo in tre mesi, adesso che oltretutto cambia la stagione?  Però non può essere il sindaco Truzzu ad annullare le tasse comunali (per ora le ha rinviate) se il governo non gli assicura la copertura dei costi di questa che è un’ecatombe, una catastrofe che nessuno di noi poveri contribuenti poteva immaginare. Noi non chiediamo altro se non di potere lavorare, nell’interesse della gente”.

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