Coronavirus, in Sardegna 47 mila lavoratori senza reddito per mesi
L’assessore regionale del Commercio ai sindaci: “Stop al pagamento delle imposte locali”

Gli effetti economici causati dalla pandemia si faranno sentire ancora per diversi mesi e se gli sgravi garantiti finora dal Governo nazionale non dovessero esser sufficienti, sarà indispensabile anche la solidarietà degli amministratori locali, perché “solo uniti potremo risollevarci e farci trovare pronti per una ripresa da protagonisti”.

È il messaggio inviato dall’assessore regionale del Commercio, Gianni Chessa, in una lettera a tutti i sindaci sardi. “Si stima che in Sardegna, per l’emergenza sanitaria, circa 47.000 unità lavorative non percepiranno alcun reddito per molti mesi”, spiega Chessa. “Numerosi settori sono allo stremo e non sono più in grado di sostenere molti costi, tra cui quelli di alcune imposte”.

L’assessore regionale si riferiva in particolare al settore del commercio al dettaglio ambulante e degli spettacoli viaggianti, attività ricreative e di divertimento, legati ad eventi come feste, manifestazioni e sagre locali, ancora sospesi e in gran parte annullati.

Chessa in sostanza chiede ai primi cittadini di “revocare, qualora non fosse già stata versata, o sospendere, per chi avesse già provveduto, per l’anno 2020, il pagamento delle imposte locali (Imu, Tasi e Tari), in particolare quella sull’occupazione del suolo pubblico (Tosap)”.

Lunedì, 15 giugno 2020

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Fonte: Link Oristano

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