Sotto osservazione il mancato rispetto delle norme anti Covid durante la corsa

CABRAS. Violenta, come un pugno in un occhio. L’immagine di un centinaio di cicloamatori assembrati sotto un traguardo gonfiabile ha rapito e turbato l’attenzione di molti. In un momento in cui le norme di contenimento del virus quelle stringenti della zona arancione, assistere ad una manifestazione sportiva amatoriale, come è stata inquadrata dalla Federazione ciclistica italiana, in cui viene meno ogni tipo di distanziamento può provocare un vespaio. Ed è andata proprio così, con inevitabili strascichi che oggi supereranno la semplice indignazione sui social. Non poteva essere altrimenti, perché dietro al primo “Gran premio dei Giganti di Mont’e Prama” ci sono diversi aspetti che saranno analizzati nel dettaglio e nessuno è necessariamente legato ai 77 chilometri del tracciato, con partenza ed arrivo proprio a Cabras, che hanno attraversato i comuni di Oristano (Torregrande), Riola Sardo, Baratili San Pietro, Zeddiani e San Vero Milis. Un lusso di questi tempi.

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Fonte: La Nuova Sardegna

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