Uso di mascherine, obblighi e divieti ignorati come se il Covid fosse una parentesi chiusa

SAN TEODORO. Poche mascherine e troppi assembramenti. Nell’isola più che il negazionismo sembra abbia preso piede il menefreghismo. Soprattutto da parte dei più giovani che, noncuranti di obblighi e divieti, si comportano come se il Covid fosse una parentesi chiusa. Ma così non è. Il numero dei contagi infatti ha ripreso a salire. I casi sono pochi, ma più numerosi delle scorse settimane, quando anche per diversi giorni di fila il bollettino dell’Unità di crisi chiudeva a quota zero.

Ieri invece quattro nuovi contagi che vanno ad aggiungersi ai 6 di due giorni fa e ai 10 - tutti migranti algerini sbarcati sulle coste del Sulcis - di venerdì. Ieri i casi positivi sono stati registrati due in provincia di Sassari e altrettanti nel Sud Sardegna. Un segnale che non bisogna abbassare la guardia, che regole e divieti devono essere rispettati.

Tra le località a più alto rischio di assembramenti c’è San Teodoro, capitale del divertimento estivo. Non è ancora un vero e proprio grido d'allarme quello lanciato dal sindaco Domenico Mannironi, ma piuttosto un richiamare tutti, organi competenti, cittadini e turisti, al rispetto delle regole anti-Covid. Troppi divieti e restrizioni violate, soprattutto nei locali frequentati dai giovani. E proprio da ieri due giovani turisti, asintomatici e negativi al tampone, sono in quarantena nell’hotel in cui hanno prenotato la vacanza. E c’è anche un altro caso a Olbia, un 18enne, anche lui in quarantena con sintomi febbrili.

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Fonte: La Nuova Sardegna

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