Contributi minimi per gli hobbisti, dubbi sugli avvisi di pagamento
Adiconsum critica il Consorzio di bonifica dell’Oristanese e si rivolge al Garante

Giorgio Vargiu, presidente di Adiconsum Sardegna

Numerosi hobbisti che hanno piccoli appezzamenti di terreno, anche non coltivati, all’interno del perimetro del Consorzio di Bonifica dell’Oristanese si sono visti recapitare nei giorni scorsi avvisi di pagamento per tre contributi consortili del 2019, con importi maggiorati dei costi minimi di contribuenza. La denuncia arriva da Adiconsum Sardegna, che ritiene illeciti i costi minimi. L’associazione dei consumatori si è rivolta perciò al Garante regionale del contribuente, chiedendo che si verifichi la legittimità degli avvisi di pagamento.

“Il Consorzio di Bonifica dell’Oristanese”, spiega il presidente di Adiconsum Sardegna, Giorgio Vargiu, “richiede a tutti i proprietari di piccoli appezzamenti – non parliamo quindi degli agricoltori a titolo professionale – un contributo per la manutenzione delle opere irrigue e un contributo che copra le spese istituzionali. A fronte di pochissimi euro per ogni tributo, si chiede però all’utente di versare 50 euro. Se invece c’è anche il consumo di qualche litro d’acqua, l’importo sale a 120 euro”.

“Abbiamo ricevuto tantissime segnalazioni da parte degli utenti”, continua ancora Vargiu. “I tributi minimi sono arrivati nel 2016 con una delibera dell’allora commissario straordinario Andrea Abis”. Fissati inizialmente a 50 euro per i costi relativi all’utenza e a 20 euro per la quota istituzionale, erano stati rivisti a ribasso nel 2018 e nel 2019. Nel 2020 però i contributi sono aumentati nuovamente: il tributo minimo per l’utenza è arrivato a 70 euro, la quota istituzionale a 20 euro e il contributo minimo per le opere irrigue, che in passato non era previsto, è stato fissato a 30 euro.

“Se i consumatori non pagano l’avviso bonario”, sottolinea il presidente di Adiconsum Sardegna, “è prevista una maggiorazione all’arrivo della cartella esattoriale. Una maggiorazione che prima era del 2% e ora è arrivata addirittura al 6%”.

Adiconsum ricorda inoltre che, facendo riferimento al regio decreto 2015/1933, alla legge regionale 6/2008 e a numerose sentenze della Corte costituzionale e della Corte di cassazione, non è prevista la possibilità che vengano stabiliti importi minimi per i tributi. “Il tributo del canone di irrigazione”, dice il presidente Vargiu, “deve essere calcolato a consumo, nel caso in cui il Consorzio abbia provveduto a installare i contatori, altrimenti si calcola sulla base della superficie da irrigare e della tipologia di coltura”.

Adiconsum lamenta anche la retroattività delle deliberazioni, in contrasto con l’articolo 11 delle preleggi del Codice Civile e con gli articoli 1 e 3 dello Statuto del contribuente. “Negli avvisi di pagamento”, evidenzia Vargiu, “manca anche l’indicazione dei benefici ricevuti dai terreni, indicazione che deve essere presente, come specificato dall’articolo 33 della legge regionale 6 del 2008. In più, l’informativa non rispetta le normative sulla privacy, né il regolamento europeo del 2016 né il Gdpr”.

“Al garante del contribuente”, dice il presidente di Adiconsum, “chiediamo di verificare la legittimità dell’imposizione degli importi minimi, la mancata indicazione dei benefici negli avvisi di pagamento, l’applicazione retroattiva delle deliberazioni, la legittimità dell’imposizione della maggiorazione del 6% e se è stata rispettata o meno la normativa sulla privacy”.

“Ai contribuenti”, conclude Vargiu, “chiediamo invece di farsi parte attiva: non potete stare zitti. È necessario che inviino un richiamo con richiesta di annullamento in autotutela. Dovranno inoltre chiedere il rimborso delle somme pagate in supero per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018. Invitiamo gli hobbisti a rivolgersi ad Adiconsum Sardegna per presentare il reclamo e la richiesta di rimborso”.

Venerdì, 12 marzo 2021

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Fonte: Link Oristano

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