Le rassicurazioni dell’assessore dei Trasporti, il leghista Giorgio Todde, sulla continuità territoriale aerea dopo il 14 maggio hanno avuto vita più breve di un gatto in tangenziale. Nonostante lo sdegno espresso dal titolare di uno dei settori più importanti e mal messi della Sardegna per l’allarmismo espresso da più parti, e nonostante lo stesso si sia affrettato a rassicurare sul fatto che si lavori pancia a terra, nessuno ci ha creduto e tanto meno si è sentito rassicurato. Tanto che oggi la bomba continuità aerea esplode nuovamente.  E questa volta a incendiare la miccia sono le associazioni imprenditoriali della filiera del turismo della Sardegna, 15 sigle (da Federalberghi a Cna, da Legacoop a Confesercenti passando per Confcommercio e tanti altri) che, in rappresentanza delle proprie imprese aderenti, intanto contestano “la complessiva gestione del tema della continuità territoriale aerea”, e poi esprimono preoccupazione per il vuoto dopo il 14 maggio, quando scadrà l’affidamento a Volotea e si apriranno 5 mesi di nulla, con tariffe e proposte in balìa dei mercati.  E così, tra il 15 maggio e il 30 settembre 2022, i sardi che vorranno osare uscire dall’isola, o i turisti che vorranno arrivarci, rischiano di essere spennati.

“Le prospettive per la programmazione della stagione turistica appaiono per le associazioni ancora oggi assolutamente incerte ed indefinite considerato che sino al 14 di maggio 2022 non potrà completarsi il quadro del vettore o dei vettori che accetteranno il servizio di collegamento. Non essendovi diritto di esclusiva né priorità di presentazione, sarà estremamente probabile che i vettori attenderanno gli ultimi giorni per presentare le loro proposte, con impossibilita fino a metà maggio di poter prenotare i voli, conoscere chi e in quali orari e rotte effettuerà i collegamenti ed a quali tariffe e condizioni.

Ne consegue, come da tempo paventano ed avevano segnalato le Associazioni, il rischio concreto di un gravissimo danno per l’intera filiera economica ed occupazionale collegata al comparto turistico”, sottolineano le associazioni, che lanciano una stoccata ricordando che da un anno e mezzo hanno chiesto di affrontare il tema, cavallo di battaglia di tutte le campagne elettorali a quattro mori che si rispettino. Ma niente, tutto è sempre un po’ peggio di prima.

E dunque le associazioni propongono un’anticipazione non successiva al 15 marzo come termine massimo entro cui il vettore interessato debba presentare la propria disponibilità sulle rotte per Milano e Roma per la stagione estiva; in subordine le Associazioni chiedono di cancellare il bando attuale dei quattro mesi estivi, per lasciare che il libero mercato, pur non essendo la soluzione ottimale, possa sbloccare la situazione e consentire al mercato e ai sardi di poter acquistare i biglietti aerei per il periodo citato tra il 15 maggio e il 30 settembre. E le associazioni stanno pure valutando di invitare le compagnie aeree interessate ai collegamenti della Sardegna ad anticipare le adesioni per le rotte in questione pur essendo consapevoli che le stesse compagnie lamentano le medesime incertezze.

Infine, la speranza che finalmente ci sia “un nuovo approccio nella politica dei trasporti che veda la collaborazione con le imprese e con le risorse del territorio”.

La situazione, insomma, è disastrosa. Certo per i turisti ma soprattutto per i sardi. Ma finché si rincorreranno bandi e rinnovi il problema dei collegamenti aerei con la Sardegna non si risolverà mai. Perché il diritto dei sardi a spostarsi è una battaglia di civiltà. E nessuno l’ha mai combattuta davvero.

L'articolo Continuità territoriale, l’allarme delle associazioni del turismo proviene da Casteddu On line.

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