Con i “medici in affitto ” apre oggi il Punto di Primo intervento di Ghilarza
Gallus: “Esperienza da estendere ai Pronto Soccorso degli ospedali sardi”

Prende il via oggi all’ospedale Delogu di Ghilarza l’attività del nuovo Punto di Primo Intervento.

A salutarne l’apertura  i componenti del Comitato per la difesa dell’ospedale Delogu, che da anni si batte per la riqualificazione dell’ospedale e per l’apertura del presidio, in sostituzione dell’ex Pronto Soccorso, chiuso dal mese di agosto del 2019 per carenza di personale. Il portavoce del Comitato Raffaele Manca, affiancato dall’ex e dall’attuale sindaco di Ghilarza,  per l’occasione ha deciso di donare al Punto del Primo Intervento, attraverso il direttore del presidio ospedaliero Sergio Pili, alcuni presidi e dispositivi sanitari acquistati attraverso una raccolta fondi.

Il Comitato oggi anima anche un sit – in per sostenere il rilancio del Delogu, e la spendita dei circa tre milioni di euro da destinare ad alcuni lavori di riqualificazione di strutture e impianti, ma fermi da tempo nelle casse dell’Ats.

Il Punto di Primo Intervento del Delogu è il primo servizio sanitario pubblico gestito in Sardegna con i cosiddetti “medici in affitto”. Vi saranno impiegati i medici assunti dalla società Medical Support Team, di Vicenza che, unica concorrente, si è aggiudicata la gara d’appalto bandita dall’Ats Sardegna. A fronte di un compenso annuo che sfiora gli 800 mila euro la società dovrà garantire il funzionamento del servizio per 24 ore al giorno, per tutti i giorni dell’anno. Con “i medici in affitto”, per ogni turno, saranno presenti anche un infermiere e un operatore socio sanitario, individuati tra quelli già inseriti nell’organico dell’ospedale.

Raffaele Manca

Il nuovo servizio ha sede nei locali dell’ex Pronto Soccorso del Delogu,  da cui si differenzia perché  riservato solo a pazienti in codice bianco o verde. Insieme alla Guardia Medica e il 118, sistemati in locali attigui, formerà il primo nucleo del Centro di Emergenza Territoriale. Un presidio previsto  a Ghilarza dal Piano della Rete Ospedaliera varato dalla Regione 4 anni fa, che comprende però anche i  reparti di medicina e di chirurgia, attualmente non attivi nel Delogu, che effettua solo ricoveri di pazienti affetti da Coronavirus.

Ma chi e come potrà  accedere al Punto di Pronto Intervento?  Da ricordare intanto che al Delogu  non arriveranno le ambulanze inviate dalla Centrale operativa del 118, ma dovranno recarsi di loro iniziativa solo pazienti non traumatizzati e con disturbi non gravi. Arrivati al Delogu si dovrà affrontare un pre triage, nella prima delle due tende installate davanti all’ingresso, che corrisponde al vecchio ingresso della Pediatria del Delogu. Dopo esser stato sottoposto al tampone, ogni paziente ne attenderà l’esito nella seconda tenda. Nel caso di esito positivo del tampone sarà quindi trattenuto in un’area grigia, in attesa delle successive misure, che prevedono anche il trasferimento con il 118 in un presidio “Covid” , per gli accertamenti e le cure del caso. Nell’ipotesi in cui il tampone dia invece un esito negativo ogni paziente sarà avviato al triage vero e proprio con l’attribuzione di un codice di gravità. Quindi sarà visitato dal medico di turno nel servizio che ne disporrà i necessari accertamenti – avvalendosi del reparto di radiologia e del laboratorio analisi del Delogu – e le eventuali cure.

Gallus: “Esperienza pilota”. Particolarmente soddisfatto dell’inaugurazione del Punto di Primo Intervento di Ghilarza è Domenico Gallus, Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale e Presidente del Distretto sanitario di Bosa – Ghilarza, che ha seguito da vicino tutte le fasi che hanno portato all’avvio del servizio.

Domenico Gallus

“Il Delogu ha finalmente  il suo presidio di emergenza “, afferma Gallus. “Un servizio atteso da circa un anno e mezzo dai cittadini del Guilcer e del Barigadu, che contribuirà anche a ridurre le lunghe attese nei Pronto Soccorso degli ospedali di Nuoro e di Oristano, causate dalla presenza di un eccessivo numero di codici bianchi e verdi ”. Da sempre sostenitore della formula dei “medici in affitto”,  Gallus ricorda come quello di Ghilarza costituisca in Sardegna “un’esperienza pilota che si potrà estendere ai Pronto Soccorso di Oristano e degli piccoli e grandi ospedali sardi,  in grave sofferenza a causa della carenza di personale, ma anche nelle situazioni di scarsità di anestesisti, come quella del San Martino di Oristano “ .

Da ricordare che ogni medico impegnato nel Punto di Primo Intervento di Ghilarza riceverà una retribuzione di ben 700 euro per un solo turno di 12 ore, quasi 60 euro all’ora, a cui sarà aggiunto il rimborso delle spese dell’albergo, se necessario. Un compenso allettante, per un medico alle prime armi, che, se impegnato nel  servizio di continuità assistenziale (guardia medica) con compiti e percorsi formativi simili, arriva a guadagnare appena 27 euro all’ora.

Sabato, 1° maggio 2021

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Fonte: Link Oristano

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