I bigliettini sparpagliati sul bancone principale, con nomi, date e numeri di telefono dei clienti, non sono più i tanti dei tempi d’oro, quando non c’era internet e gli affari andavano bene. Poi, tra crisi, disoccupazione e Covid, gli incassi sono crollati. E così, a Quartu, salvo miracoli, entro un anno si spegnerà la storica insegna della gioielleria e oreficeria di Fabio Deiana in via Marconi. Figlio d’arte, “mio padre è stato il primo gioielliere in città”, a 75 anni sta per andare in pensione. Sulle vetrine ha appiccicato un cartello: “cedesi attività”. Un tentativo, l’ultimo, di poter far restare un nome storico del commercio quartese. La crisi ha scavato pian piano, negli anni: “Almeno dal 1991, e via via è stato sempre peggio. Dalle fabbriche ai noi rivenditori, tanti hanno chiuso e nessuno ne ha mai parlato”, dice, sconsolato, Deiana. Che si è dato un tempo limite prima di svuotare tutto il negozio e abbassare la serranda: “Entro un anno, dipende se arriverà qualcuno o se mi stuferò prima. E dipende anche da come andranno le cose, la crisi potrebbe aumentare”. Nessuno, in concreto, ha voluto acquistare la sua storica attività: “Molti si sono incuriositi, ma se la curiosità non si concretizza…”. A poca distanza c’è quella via Eligio Porcu con tanti cartelli affittasi, in via Marconi la situazione è decisamente migliore, tra bar, negozi di arredamento e cartolerie: “Ma gli italiani si sono impoveriti, hanno altro di cui preoccuparsi, non sono certo possibili compratori”.“Si è abbassato il volume degli affari, poi le vendite su internet hanno spostato parte degli acquisti. Sommando le due cose e mettendoci anche il Covid che ha ulteriormente aggravato la situazione”, osserva Deiana, “oltre all’avvento della moda che ha portato buona parte delle vendite ad essere concentrata solo su pochi marchi”, la frittata è fatta: “Qui sono in affitto, ma se c’è la crisi non fa differenza, potrei anche essere il padrone del locale, sarebbe uguale”. E così, tra pochi mesi, a meno che qualcuno non voglia rilevare la gioielleria, le vetrine si spegneranno e Deiana si godrà la pensione: “Mi porto un buon ricordo dei miei clienti, quello è sicuro. Certo, sarei potuto star meglio se non fossero subentrati tutti questi fattori esterni”. Cioè: crisi, calo degli affari e Covid.

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