Oristano

I veterinari della provincia di Oristano chiedono un protocollo operativo per gli interventi. Dibattito pubblico

Quelle drammatiche immagini sono fissate nella memoria di giorni tristi che mai potranno essere dimenticati: i corpi degli animali carbonizzati, negli ovili, nelle stalle, magari davanti a un rete metallica che li ha condannati a morte. E’ stata una strage in Montiferru e in Planargia, dove lo scorso luglio il grande rogo che ha bruciato per giorni ha portato dolore e devastazione.

“Sono morti 542 ovini, 16 bovini, 27 asini, 7 cavalli e 15 suini in 43 allevamenti da reddito”, rivela Giuseppino Cocco, presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari di Oristano, dirigente medico veterinario di sanità animale, nell’Ambito Territoriale Cuglieri, Scano di Montiferro, Sennariolo . “Accanto a questi dobbiamo anche contare che sono stati interessati anche 9 apiari, dove erano presenti 405 arnie delle quali 72 sono state distrutte”. Si era parlato di milioni di api investite dal rogo.

E poi c’è tutta la fauna selvatica, altre centinaia e centinaia di animali, cinghiali, volpi, daini, conigli.

“Il servizio veterinario pubblico si è adoperato per la raccolta dei dati sugli animali deceduti e feriti nonché sui danni subiti dalle strutture zootecniche, e dalle scorte alimentari”, riprende Giuseppino Cocco. “Inoltre ha messo in contatto gli allevatori con i medici veterinari liberi professionisti che volontariamente hanno prestato assistenza agli animali bisognosi di cure”.

In occasione della presentazione del documentario Fogu, il 3 gennaio prossimo alle 17, nel Centro servizi culturali Unla di Oristano, l’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Oristano organizza una tavola rotonda dove enti, istituzioni, e liberi professionisti si confronteranno per raccontare di questa esperienza, ma anche e soprattutto per evidenziare i limiti che  una simile azione può incontrare. Il tema sarà: “La collaborazione tra i Medici Veterinari e la Protezione Civile di fronte alle emergenze non epidemiche”,

“Perchè l’attività di assistenza zooiatrica, ha messo in luce grandi criticità nell’ambito del contributo dei Medici Veterinari”, riprende il presidente provinciale dell’Ordine dei Veterinari di Oristano Giuseppino Cocco. “Infatti se la normativa statuisce i compiti del servizio veterinario pubblico, in ambito di emergenze non epidemiche, non altrettanto fà con le prestazioni svolte a titolo di volontariato dai medici veterinari liberi professionisti”.

“Ma come può essere assicurato il benessere e la sanità della popolazione animale coinvolta, se non esiste un protocollo operativo, con le procedure specifiche che garantisca le corrette operazioni di cura e intervento per per evitare sofferenza agli animali?”, domanda il presidente Cocco.

“Come medici veterinari”, riprende il presidente, “riteniamo che sia strettamente necessario pianificare “in tempo di pace”, un protocollo operativo specifico finalizzato al recupero, sistemazione e gestione degli animali da reddito e da compagnia. Tale piano deve necessariamente coinvolgere ii medici veterinari, ognuno con le proprie competenze e conoscenze a garanzia della salute umana e animale”.

“La recente emergenza che ha interessato il Montiferru e la Planargia, lo scorso luglio”, conclude il presidente dell’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Oristano, Giuseppino Cocco, “ha fatto emergere l’esigenza di trovare punti di dialogo e di confronto tra istituzioni e professionisti, che devono essere pronti e preparati ad una collaborazione al fine di salvaguardare la salute della popolazione umana ed animale”.
“Il contributo dato dai medici veterinari, durante e dopo l’incendio, non è stato secondario, alla luce del fatto che sono stati coinvolti 43 allevamenti di animali da reddito. Le attività medico-veterinarie sia del servizio pubblico che dei liberi professionisti sono state quindi indispensabili e inderogabili”.

-segue-

Giovedì, 30 dicembre 2021

 

Fonte: Link Oristano

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