CNA: “La Regione ha dimenticato l’artigianato artistico”
Crollo del fatturato, chiesto un bando per le imprese del settore in difficoltà

La Regione non sente gli appelli degli artigiani sardi del settore artistico e tradizionale. Dopo l’intervento della Confartigianato, anche la CNA denuncia “numerose sollecitazioni cadute nel vuoto” e “chiede ancora una volta alla Regione Sardegna di passare dalle promesse ai fatti”. È urgente “un bonus a favore degli artigiani che nel 2020 hanno subito una significativa diminuzione del fatturato”.

L’intervento è atteso da oltre 400 aziende con seicento addetti, “in balia di una crisi senza precedenti dovuta alle restrizioni legate al coronavirus e a una stagione turistica nefasta”. Spiega il presidente regionale della CNA Artistico e Tradizionale, Peppino Mele: “L’annullamento di iniziative pubbliche, cerimonie, sagre, eventi privati ha generato danni enormi in termini di fatturato e di utili. A questo si aggiunge la cancellazione di manifestazioni fieristiche. Non solo gli artigiani hanno alle spalle, commercialmente parlando, il peggior anno degli ultimi decenni, ma vivono nell’incertezza per quanto accadrà nel 2021, considerato che continuano ad essere procrastinati gli eventi fieristici e le manifestazioni, sono confermate le ristrettezze su tutti i livelli e la domanda è precipitata”.

Nemmeno le recenti festività natalizie hanno dato una boccata d’ossigeno. “In parte per le limitazioni imposte dal Governo”, dice Mele, “in parte per la paura diffusa del contagio, la tendenza è stata quella di acquistare online oggettistica di produzione extraregionale o estera, al posto degli oggetti di artigianato venduti nelle botteghe in cui vengono prodotti. Anche il Natale, come la stagione estiva, si è rivelato tra i più funesti degli ultimi anni”.

“Molti settori vivono un momento drammatico, ma nel nostro caso la chiusura di una bottega artigiana non è solo un fallimento per la collettività tutta, è anche un pezzo di storia, di cultura e di identità della regione che sparisce: un danno che non ci possiamo permettere”, aggiunge Maria Antonietta Dessi, responsabile della CNA Artistico e Tradizionale Sardegna. “Ceramiche, tappeti, arazzi, gioielli, coltelli, manufatti in legno, metallo, vetro, tutti espressione della tradizione isolana, rischiano di scomparire a seguito della chiusura di decine di imprese del settore. Non si tratterebbe solo di un enorme danno economico – visto che ad ogni artigiano è legato un indotto significativo – ma anche di un errore irreparabile in termini di identità, storia e cultura isolana”.

Eppure finora non c’è stato un aiuto pubblico. “Nei mesi scorsi la Regione Sardegna si è mostrata sensibile al dramma che stanno vivendo altre categorie, concedendo loro aiuti finalizzati al sostegno economico di micro e piccole imprese, compresi i lavoratori autonomi, in certi casi addirittura soggetti privi di partita IVA”, dice Peppino Mele. “Chiediamo che quella stessa attenzione sia rivolta alle imprese artigiane del settore artistico, tipico e tradizionale che operano, anche in un momento drammatico come questo, nel rispetto delle regole e di un regime fiscale e contributivo oltremodo gravoso”.

La CNA propone “una misura simile al cosiddetto ‘Decreto Ristori’ o un bando emanato dall’Assessorato regionale del Lavoro, dedicato unicamente alle imprese al settore e che preveda un bonus a favore degli artigiani che nel 2020 hanno subito un significativo decremento del fatturato rispetto al 2019”.

Venerdì, 22 gennaio 2021

 

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Fonte: Link Oristano

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