Oristano

All’ospedale timori anche per l’assistenza ai bambini diabetici e per la Radiologia

Da ieri l’ospedale San Martino di Oristano non ha più il reparto di Pneumologia. Il direttore sanitario Sergio Pili con una nota di servizio ha disposto il trasferimento al reparto Medicina dei 4 specialisti impegnati e insieme la cancellazione del servizio, considerato un’eccellenza della sanità oristanese, con 27 anni di attività e oltre 2000 pazienti seguiti annualmente.  

Alla base della decisione l’esigenza di sopperire con i pneumologi alle perdite di personale sanitario del reparto Medicina,  e insieme l’anomalia in cui operava la Pneumologia, sparita nell’ultima versione dell’atto aziendale dal novero delle Struttura Complesse (cioè con una propria autonomia funzionale) in cui si articola il San Martino. 

Un inconveniente, quest’ultimo, forse causato da una svista,  perché il reparto è previsto dall’articolazione del  “Dipartimento di emergenza e assistenza di primo livello” in cui rientra il nosocomio oristanese, ma anche per la dimensione del bacino di utenza del San Martino e per il trend della diffusione delle malattie polmonari, in continua crescita.

Da ricordare che il reparto già operava con notevole difficoltà in seguito alle limitazioni di legge di cui godono due dei quattro specialisti in forza attualmente al servizio. I tempi di attesa hanno inoltre raggiunto 12 mesi per l’attività ambulatoriale, riavviata solo nello scorso mese di marzo, dopo lo stop imposto dalla pandemia.

Se ora, come probabile, gli specialisti della Pneumologia assegnati alla Medicina dovessero rientrare nelle turnazioni del reparto, sarebbe inevitabile una drastica contrazione  delle visite ambulatoriali. 

Con gli immaginabili disagi per le diverse centinaia di pazienti con patologie broncopolmonari, specie di età avanzata. Pazienti che, anche solo per la prescrizione dell’ossigeno, sarebbero costretti a rivolgersi a presidi di Cagliari, Sassari o Nuoro, considerata l’impossibilità di effettuare una visita pneumologica nelle strutture pubbliche o convenzionate della provincia.

Da ricordare inoltre che anche i pazienti affetti da malattie rare fanno riferimento alla Pneumologia del San Martino, a cui da tempo è stato riconosciuto il ruolo di centro prescritto dei farmaci destinati a questi pazienti. 

Già cancellate da diversi mesi, invece, le visite domiciliari per i pazienti seguiti dall’Adi.  Un’ attività mai ripristinata dopo il pensionamento della professionista che, con un rapporto di lavoro a convenzione, si occupava di questa importante attività.

Intanto il Comitato per il diritto alla salute della provincia di Oristano, ha lanciato un allarme anche sul destino dei  bambini affetti da diabete e sul futuro della Radiologia. Nel primo caso l’ unica pediatra che segue i piccoli andrà in pensione a dicembre, mentre in Radiologia, ricorda il Comitato,  “a breve, potrebbero perdersi due medici e con solo cinque radiologi a tempo pieno tutta l’ attività dei reparti  si fermerebbe”.  Resta sempre molto grave poi la situazione in Ortopedia: “A ieri aveva dodici pazienti con fratture da operare e pazienti in appoggio presso altri reparti”, ha reso noto il Comitato che in una polemica nota ha chiesto conto di ciò al direttore al direttore sanitario Sergio Pili.

Sabato, 23 ottobre 2021

Fonte: Link Oristano

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