Oristano

Il consigliere regionale oristanese chiede un piano efficace e risorse

Adeguati indennizzi e interventi ad ampio raggio a beneficio dei risicoltori che ogni anno subiscono ingenti danni a causa della presenza dei fenicotteri che sono di casa nelle zone umide dell’isola. A chiedere una presa di posizione decisa alla Regione è il consigliere del gruppo Forza Italia Sardegna Emanuele Cera.

L’esponente della maggioranza ha scritto una nota indirizzata al governatore Christian Solinas, all’assessore della Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis, all’assessora dell’Agricoltura Gabriella Murgia e all’assessore al Bilancio Giuseppe Fasolino.

Cera ha sottolineato che la presenza dei fenicotteri rappresenta un sinonimo di elevata qualità dell’ambiente e un attrattore per il turismo naturalistico. Il consigliere regionale ha però voluto evidenziare anche gli ingenti danni arrecati alle risaie, in particolare nell’Oristanese.

“Durante la stagione della semina”, si legge nella nota inviata da Cera, “i fenicotteri si riversano e stazionano stabilmente nelle risaie appena seminate per cibarsi del  prezioso riso da semina e del riso da tavola, arrecando gravi danni alla produzione delle aziende risicole della Sardegna. Le denunce pubbliche da parte dei proprietari delle risaie oramai iniziano a essere nume rose ed assolutamente giustificate per vie dei grossi danni“.

“È del tutto evidente che si è innescato un palese conflitto tra salvaguardia dell’ambiente e tutela del sistema produttivo locale”, prosegue ancora il consigliere regionale, “e che esiste una opportunità ma che contestualmente sussiste  un grave problema a cui oramai occorre dare soluzione”.  

Gli indennizzi al momento riconosciuti ai risicoltori non sono ritenuti adeguati da Emanuele Cera. “Lo strumento degli indennizzi dei danni causati dalla fauna selvatica”, denuncia l’esponente della maggioranza in Consiglio regionale, “si è rivelato debole per le seguenti motivazioni: gli indennizzi sono irrilevanti rispetto al danno patito dagli agricoltori per fronteggiare tutti i danni causati dalla fauna selvatica; i tempi per la chiusura delle istruttorie da parte delle province sono di diversi anni dall’avverarsi dell’evento; l’assenza o irrilevanza dei fondi a disposizione per il ristoro dei danni; il sistema della assicurazione del rischio dei danni in agricoltura si sta rivelando inadeguato e ha inoltre accumulato anni di ritardi”.

“Per tutte queste motivazioni”, va avanti, “ritengo che sia necessario e doveroso prevedere di mettere in campo per il prossimo futuro adeguati strumenti di contrasto per attenuare il forte disagio economico che la presenza dei fenicotteri sta arrecando ai risicoltori”. Cera chiede dunque che vengano stanziati “adeguati indennizzi agli agricoltori colpiti a seconda del danno subito e un miglioramento della copertura assicurativa agricola per questo tipo di rischio, dato che nella maggior parte dei casi le limitazioni stabilite non permettono di accedere a nessun tipo di compensazione finanziaria per lo stato fenologico della pianta e della zona colpita”.

“Considerato quanto in argomento”, scrive rivolgendosi agli esponenti dell’esecutivo, “si chiede di voler ricercare un’efficace politica di contrasto a questo grave fenomeno, che vada oltre le solite e inefficaci ricette quali procedere al rimboschimento dei settori destinati alla coltivazione per limitare gli spazi, oppure quali dissuasori acustici e visivi come lampeggianti per la notte, spari, vari strumenti acustici e bandiere. Urge un intervento serio e ad ampio raggio”, conclude Cera, “un intervento che deve essere studiato e messo in campo, e contestualmente occorre prevedere adeguati indennizzi agli agricoltori colpiti e un miglioramento considerevole della copertura assicurativa agricola per questo tipo di rischio”.

Emanuele Cera 10 maggio 2022
Emanuele Cera

Venerdì, 1 luglio 2022

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