Tutto era partito 15 anni fa con un progetto di interconnessione tra Castello e il resto della città. L'idea era anche quella, stile Perugia, di sistemare delle scale mobili e tapis roulant. I percorsi meccanizzati si scontrarono allora con campagne di stampa e ambientalisti contrari. E furono accantonati. Ma l'ipotesi di un "ponte" tra quartiere alto e resto della città si era poi trasformata.

Ed era stata anche avallata dalla successiva Giunta Zedda con un piano B: un parcheggio interrato sotto le mura di via del Cammino Nuovo e giardini-piazzette sopra, come un gradino verde che porta ai piani più alti. Anche lì proteste con dubbi sull'impatto storico e ambientale-idrogeologico. E stallo.

Ma quel progetto non è mai morto: l'ultima puntata è il rinvio al Via, valutazione di impatto ambientale, deciso con una delibera della Regione. Ma il giudizii degli oppositori dipende dalla interpretazione del classico bicchiere a metà. C'è chi il ricorso al Via lo vede come una mezza vittoria. Nel senso che i vincoli dell'esecuzione delle opere - sempre che si facciano - saranno ora più stringenti.

E c'è chi l'ha presa come una mezza beffa. E insiste: non c'è Via che tenga, questa cosa non si deve proprio fare. E chiede l'immediata revoca della delibera. Soprattutto perché, alla luce del possibile "nuovo mondo" dopo il Covid19, anche la mobilità dovrà essere ripianificata.

"Il lupo perde il pelo ma non il vizio - accusa Maria Antonietta Mongiu, assessora della Giunta regionale guidata da Renato Soru al tempo del Ppr e ora portavoce di movimenti in difesa di ambiente e paesaggio - Il presidente Solinas era ignaro anche stavolta? Mentre i cittadini e le cittadine comuni non sanno come la Sardegna uscirà dall'attuale stato di emergenza, le delibere contro il paesaggio naturale e storico avanzano silenziose peggio del virus".

Sarà battaglia. "Si tratta anche stavolta - ikancia Mongiu - di opporsi a tale irresponsabilità non solo perché verrebbe manomesso un bene identitario tra i più rilevanti nella storia delle fortificazioni del Mediterraneo, ma perché riproduce un modello di gestione della mobilità urbana che dopo la fine dello stato di emergenza dovrà essere totalmente rivisto".

L'attuale progetto complessivo - ricorda il Gruppo d'intervento giuridico - prevede in sostanza un percorso verde (9mila metri quadri) sotto le mura di Castello, il consolidamento e restauro del Bastione di S. Croce, la sistemazione di 4 ascensori interni alle mura in cavità già esistenti, il recupero del vecchio mercato di S. Chiara, la realizzazione di un parcheggio interrato sotto il percorso verde (330 posti auto su tre piani). L'investimento complessivo è di 14 milioni di euro.

La valutazione? "Il procedimento di Via - spiega Stefano Deliperi, presidente del Grig, dopo aver ricordato tutti i vincoli dell'area - darebbe certo maggiori garanzie e trasparenza a un progetto dal forte impatto sul centro storico cagliaritano.

Sarebbe molto più opportuno individuare 'posti auto di prossimità' pubblici e gratuiti per gli ormai meno di mille residenti in Castello e prevedere un parcheggio con tre piani (sotto e sopra terra) nell'area dell'attuale parcheggio delle Ferrovie dello Stato, in Piazza Matteotti: ne avrebbero aspetti positivi la qualità della vita nel centro storico e si garantirebbe un livello di posti auto superiore".

Fonte: Ansa

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