Era nell’aria da qualche giorno e, tramite una comunicazione “interna” firmata dal direttore sanitario dell’Ats Maurizio Locci, è stata tradotta in realtà già dal 29 agosto 2020. Le case di riposo e le strutture socio-assistenziali sarde ritornano blindate. Niente visite di parenti, almeno “fino a tutta la prima settimana di settembre”. Inoltre, bisogna “garantire che tutti coloro che, per ragioni di lavoro, devono accedere alle strutture siano sottoposti a screening e dotati dei necessari dispositivi di protezione”. La lettera ufficiale dell’Ats è stata spedita ai direttori di Assl, presìdi ospedalieri, direttori di distretti e a tutti i dipartimenti dell’Azienda per la tutela della salute. Ecco il documento ufficiale.

Non solo: “Il personale che opera nelle strutture sanitarie” dev’essere sottoposto a screening, cioè tutti dovranno fare il “tampone per la ricerca di Covid-19, prima del rientro lavorativo dalle ferie”. Ancora: bisogna “disciplinare le visite ai pazienti ricoverati consentendo l’ingresso ad un solo visitatore per paziente previamente individuato, fatte salve misure più restrittive da parte delle direzioni di presidio giustificate da particolari situazioni di natura epidemica o organizzative”. Tutto questo per “contenere e contrastare la recrudescenza epidemica registrata nelle ultime settimane”.

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