Troppi dubbi interpretativi sulla legge, il provvedimento della Regione bloccato da alcune forze politiche

CAGLIARI. Canapicoltori sardi in piazza a Cagliari per chiedere un appoggio pratico a un settore che nell'Isola, con circa 1300 ettari coltivati, ha grandi potenzialità, molto limitate però dall'escalation di sequestri e dai dubbi interpretativi sulla legislazione in materia. In commissione Attività produttive del Consiglio regionale è stato approvato un testo unificato che sostiene la filiera, ma che tuttavia non viene calendarizzato per la discussione in Aula a causa dello stop di alcune forze politiche come Fratelli d'Italia. Al sit-in sotto il palazzo del Consiglio hanno partecipato oltre cinquecento persone. «Fa male vedere che proprio in Sardegna, dove la produzione è enorme e potenzialmente di altissimo livello, c'è un atteggiamento ostativo - dice Massimo Cossu, presidente di Canapa Sativa Italia - quindi l'approvazione di un provvedimento regionale ci darebbe maggiori possibilità». Il problema è che «oggi ci troviamo a non poter lavorare la pianta nonostante la legge 246 del 2016, che norma la coltivazione, non lo vieti. Infatti la vendita dei fiori recisi è prevista, eppure non è ammessa».

Per un'azienda impegnata nel settore, è il fiore la maggiore fonte di redditività considerato che sul mercato vale dai 100 ai 200 euro al chilo. Le altre parti della pianta sono destinate a mercati complementari. «Ogni azienda sceglie quale destinazione dare - aggiunge il presidente di Canapa Sativa - c'è chi sceglie di coltivare il seme e di produrre olio o farina, e chi investe sul fiore o sulla biomassa per la cosmetica o la farmaceutica». Tra i manifestanti, anche tanti amministratori. «C'è anche una nostra delegazione - conferma la sindaca di Fonni Daniela Falconi - restare indifferenti ad un settore che sta crescendo di anno in anno e può offrire importanti prospettive non è più possibile. Nessuna protesta ma una richiesta urgente di un tavolo di lavoro e confronto tra istituzioni perché si possa arrivare a normare un settore che potrebbe essere non solo un'alternativa ma una grande opportunità di lavoro per tanti giovani e per valorizzare terre e luoghi improduttivi».

In piazza anche i consiglieri del Movimento Cinquestelle che chiedono una convocazione urgente dell'Aula per discutere il provvedimento approvato in commissione. (ANSA).

Fonte: La Nuova Sardegna

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